Lunedì, 14 Giugno 2021

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Redazione MilanoToday

Le insegne in cinese? E degli scontrini non ci interessa?

Il grande problema di Milano sembrano essere le insegne cinesi. Ma invece di controllare cosa hanno scritto sui negozi, perché non controlliamo la qualità della merce e soprattutto se rilasciano lo scontrino. Anzi, già che ci siamo, controlliamo tutti i negozianti di Milano!

Il mio ultimo post prima della vacanze: poi due settimane di meritato riposo al mare senza computer ma soprattutto senza la Moratti e senza il travaso di bile che di solito mi viene leggendo i giornali la mattina, specialmente di recente (si una delle regole delle vacanze è niente giornale, sostituito da un pila di letture estive selezionate con cura nei mesi che precedono l'estate! E quest'anno la selezione è stata fatta con moltissima cura…).

L'argomento di questi giorni non sembra essere che uno: le insegne solo in ideogrammi dei negozi gestiti da cinesi, concentrati soprattutto nella zona di Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. Sono anni che questa amministrazione cerca di mettere i bastoni tra le ruote alla comunità cinese, notoriamente molto chiusa e restia all'integrazione: a Milano si dice che i cinesi non muoiono mai, o meglio all'anagrafe non risultano mai morti, così qualcun altro può usare i documenti del morto spacciandosi per lui…per qualcuno è leggenda e per qualcuno realtà!

La domanda che mi sorge spontanea è: cosa ce ne frega di come siano scritte le insegne? Tanto per cominciare basta guardare nella vetrina di ogni negozio per avere un'idea di che cosa vendono e poi non è forse più importante che cosa vendono e come lo vendono? Se mi dovessi preoccupare di qualcosa sarebbe sicuramente la qualità di quello che vendono e soprattutto se emettono lo scontrino di quello che vendono…visto che su quello ci pagano le tasse! E poi visto che abbiamo ambizioni internazionali, ne a Chinatown ne a Little Italy a New York si lamentano delle insegne solo in lingua straniera!

Mi spiego meglio: se compro un giocattolo in un negozio cinese (e anche in un esercizio commerciale italiano), quello che mi dovrebbe interessare è che la pittura non uccida mio figlio! Se invece sto comprando del cibo mi interessa sapere che gli standard di conservazione e la catena del freddo siano stati rispettati.

Non sono naive mi rendo conto che dal cinese la roba costa meno perché fatta meno bene e con meno controlli, ma non ditemi che non è per quello che comprate merce cinese!!! Ovviamente lo si fa per risparmiare….consapevoli molto spesso di quello che si ha in cambio.

Per di più, invece che controllare le insegne, cosa ne dite di controllare se rilasciano lo scontrino questi esercenti? Mi sembra che le tasse siano molto più importanti che un presunto "decoro cittadino". Anzi facciamo così: facciamo che controlliamo tutti gli esercenti di Milano, italiani e stranieri, e vediamo se rilasciano lo scontrino (spesso mi è capitato di doverlo chiedere io al negoziante pur di averlo).

Sta venendo fuori che a Milano la 'ngrangheta ha in mano affari per milioni e milioni di euro, vogliamo davvero concentrare i nostri sforzi su delle insegne scritte in ideogrammi?

Nel frattempo…Buona città!
S.

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