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Venerdì, 3 Dicembre 2021

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Redazione MilanoToday

Le donne incinte non si siedono in metropolitana..ora lo so!

Non c'è posto a sedere per le donne incinte sulla metro: eppure se mi facessero sedere, romperei pure meno le scatole e ingombrerei di meno! Mah...

Non mi piace fare la vittima e non ho intenzione di stare qui a fare la morale su cosa sia giusto o sbagliato fare in certe situazioni, vorrei semplicemente utilizzare questo spazio per fare una piccola considerazione su cosa siamo diventati e su come anche dalle piccole cose si misura il livello di civiltà delle persone e dei miei concittadini.

Ormai sono incinta di 7 mesi e la pancia non si nasconde più neanche sotto i cappottoni invernali, ma neanche sforzandomi credetemi (senza contare gli scomodi pantaloni pre-maman con fascia contenitiva della pancia che porto ormai regolarmente)! Ho solo 27 anni e sono in perfetta salute quindi vado a lavorare tranquillamente e la mia vita non ha subito nessun tipo di cambiamento radicale (neanche la tipica camminata “a papera” che cerco di combattere giornalmente): dopotutto essere incinte non significa essere malate o invalide come pensano in molti!

Sarebbe però un poco più comodo se la mattina, mentre vado a lavorare, avessi la possibilità di sedermi in metropolitana: pressata in mezzo ad una folla di altri lavoratori infatti vengo spinta, schiacciata tra le porte e sballottata a destra e a sinistra.

Mi facessero sedere (gli altri astanti) sarebbe più comodo pure per loro: ingombrerei di meno (vista l’enorme mongolfiera anteriore) e soprattutto non starei in mezzo alle scatole di chi cerca di scendere e salire con una certa fretta.

Una sola volta mi è capitato che qualcuno mi facesse sedere: un giovane ragazzo peruviano e un'altra volta, mentre tornavo dalla Fiera dell’Artigianato una signora anziana si è alzata per scendere alla sua fermata e mi ha detto: “Signorina avevo visto che era incinta: le avrei lasciato il mio posto, ma proprio non ce la faccio a stare in piedi io mentre il treno va”. Ormai sembra che siano solo gli immigrati (abituati forse più degli italiani a fare figli) e gli anziani (che non dovrebbero alzarsi) le uniche persone “civili” rimaste in città.

E i ragazzini? I giovani rampanti con la 24 ore? Le sciure ingioiellate? Alcuni di loro mi danno uno sguardo fugace (forse accorgendosi che sono incinta), ma poi guardano altrove per tutto il resto del viaggio: se non mi vedono, non devono farmi sedere no?

Nel frattempo…Buona città!
S.
 

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