Venerdì, 18 Giugno 2021

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Redazione MilanoToday

Podestà premia Berlusconi “lo statista lungimirante”

Podestà consegna a Silvio e Don Verzè il premio Grande Milano per i 150 anni della Provincia di Milano: il presidente del consiglio si fa adulare dai suoi stessi uomini. E il Nobel per la pace dove è finito?

Ieri sera la Provincia di Milano, nella persona del suo presidente Podestà, ha consegnato a Silvio Berlusconi e a Don Verzè (il deus ex machina del San Raffaele, l’ospedale con l’angelo che si vede dalla tangenziale est) il premio Grande Milano, per il loro impegno nei confronti della città.

Tra le motivazioni date dalla provincia per il premio al primo ministro, secondo Repubblica.it, epiteti e aggettivi del genere “statista di rara capacità e straordinaria lungimiranza”, nonché “uomo di eccezionali qualità”.

Come tutti ben sanno, o almeno spero lo sappiano, la Provincia di Milano è dall’anno scorso saldamente nella mani del centrodestra (dopo la sconfitta di Penati) e Podestà è uno dei coordinatori regionali del Pdl, uno degli uomini più vicini al presidente Berlusconi.

Ovviamente (e anche per fortuna) l’assegnazione del premio al premier ha generato una serie di critiche, da parte soprattutto dell’opposizione. Non posso non sottoscrivere completamente le parole di Penati, che informato della questione, ha detto: “sembra il riconoscimento di un dipendente al proprio capo” e anche quelle di Matteo Mauri (capogruppo del Pd in Provincia), che ha definito la consegna del premio “una messa pagana in onore di Berlusconi celebrata in un luogo sacro alla Cristianità”.

Io non voglio discutere o entrare nel merito di quello che Berlusconi e il suo partito hanno fatto per Milano, perché quello che secondo me è una cosa negativa agli occhi di qualcun altro invece è un ottima idea: non ho intenzione di far cambiare idea a nessuno…anche perché se non l’avete cambiata in quasi 20 anni di berlusconismo non lo farete certo ora! E va bene così, ognuno ha diritto ad avere la sua opinione.

Un’unica cosa: ma l’unico modo che il nostro premier ha di far riconoscere il suo lavoro è facendosi assegnare un premio da uno che è un suo sodale e la cui carriera politica dipende interamente da lui. Non è un poco svilente? E il Nobel per la pace dove è finito?

Nel frattempo…Buona città!

S.
 

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