Mercoledì, 23 Giugno 2021

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Redazione MilanoToday

Lambro inquinato per la cittadella ecologica

Se non fosse una tragedia seria, ci si potrebbe ridere su: dietro al probabile sabotaggio del Lambro, una serie di appalti poco chiari per la costruzione di una cittadella ecologica. Storia di ordinaria italianità su cui indaga la Procura

Da qualche giorno non si parla di altro in Lombardia: 80mila metri cubi di petrolio sono stati scaricati nel Lambro e sono arrivati fino al Po e da li potrebbero anche arrivare al mare.

E’ facile pensare alla conseguenze tragiche di questo disastro per una pianura come quella padana, già martoriata da sfruttamento del territorio e industrializzazione massiccia.

E mentre i volontari cercano di salvare il salvabile (gli animali e le piante) e di arginare la catastrofe, la Procura è già al lavoro sul sottobosco di appalti che dovrebbero cambiare il volto dell’area della Lombarda Petroli, luogo del misfatto. Nel sabotaggio potrebbero essere coinvolte diverse persone, visto che per provocare “la fuoriuscita” sono state necessarie una serie di operazioni complesse e contemporanee alle cisterne.

Il quadro che ne viene fuori, considerando la cronaca nazionale degli ultimi giorni, è desolante ma “già visto”. Sui quasi 309mila metri quadrati dell’area industriale infatti, dovrebbe sorgere un complesso di edifici “ecosostenibili”, (notate anche voi l’ironia, vero?), una sorta di cittadella ecologica che vale almeno mezzo miliardo di euro.

Coloro che si devono occupare dell’edificazione del nuovo agglomerato, la famiglia Addamiano, ha problemi di liquidità in questo momento (come tanti altri che lavorano nel settore edile) e questo ha spinto la Procura a decidere di indagare su tutta la filiera “edilizia” che circonda il futuro cantiere: non è difficile sentire nel piccolo disastro ambientale odore di mafie e di minacce. Peraltro, nonostante quello che dice il prefetto Lombardi, l’edilizia lombarda è terreno molto fertile per le varie criminalità organizzate del nostro paese.

Podestà ha prontamente detto: “Se la magistratura dovesse individuare nella speculazione edilizia il movente di quest´azione criminale sarebbe necessario porre un vincolo urbanistico su tutte le aree attorno al Lambro”. Ma va? Davvero? Ma loro ci arrivano solo a disastro avvenuto. Ma non solo per il Lambro, anche per il Parco Sud e per tutte quelle aree boschive che circondano l’hinterland e che vanno protette dalla furia cementifera.

Questo nuovo miscuglio di interessi economici, politici e mafiosi diventa sempre più preoccupante e rende la lotta alle mafie sempre più complessa.

Nel frattempo....Buona città!
S.
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