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Quando l'Alfa Romeo era un'immensa famiglia e regalava i lingotti d'oro

Ad aprile un maxi centro commerciale cambierà ufficialmente per sempre i connotati dell'area dell'ex Alfa ad Arese. Un intervento di recupero che "salva" una zona da anni nell'abbandono. Ma il nuovo, abnorme mall svela quanto forte e romantica fosse la spinta milanese al lavoro

Domenico Gemme

Un lingottino d’oro in una custodia blu con lo stemma oro del Biscione. È il tesoro sentimentale di Domenico Gemme, ragazzo con 88 primavere alle spalle, molte delle quali passate sulla pista di collaudo dell’ex stabilimento Alfa Romeo di Arese.

Quella che tiene tra le mani è una ricompensa per i suoi anni di lavoro come dipendente Alfa Romeo. Una piccola perla che schiude il racconto della Milano dell'epoca, nella prima metà degli anni Sessanta: lavoro scorticante ma generoso, voglia di farcela, le linee morbide rosso "Alfa" di quelle che erano "le macchine più belle del mondo". Germogli che sono fioriti, cresciuti, poi lentamente appassiti. Ma mai, questo no, dimenticati. «Non era destinato a tutti — spiega a MilanoToday —. Era un riconoscimento alla carriera che l’azienda donava ai suoi dipendenti più anziani l'ultimo giorno di lavoro. Bisognava lavorare almeno 15 anni per riceverlo». Non solo: «Fino agli anni Settanta l’Alfa consegnava ai propri dipendenti che andavano in pensione una medaglia d’oro con impresso lo stemma. Era molto più bella, ti faceva sentire parte di una grande famiglia».

Una grande famiglia che ad Arese ormai non esiste più. Negli anni Novanta gli stabilimenti hanno iniziato a spopolarsi e nei primi anni Duemila è arrivata la serrata. I capannoni sono rimasti vuoti, in balia di ladri di rame e cacciatori di cimeli. Poi nel 2012 fu deciso che l’area doveva cambiare e ospitare un centro commerciale, la stessa sorte che è toccata all’ex stabilimento del Portello. Il centro commerciale nella «cattedrale dei metalmeccanici» aprirà il prossimo 14 aprile. Si chiamerà «Arese shopping center». Un nome anonimo, che cancella ogni legame con un glorioso passato.

Sia chiaro, non tutto è perduto: la memoria storica dell’ex fabbrica è stata affidata al museo storico dell’Alfa Romeo. La struttura ospita 69 modelli che hanno segnato la casa del automobilistica. Dalla prima vettura A.L.F.A., la 24 HP, sino all’Alfa159 che laureò campione del mondo Juan Manuel Fangio nel 1951. Non solo. Una parte dell’ex stabilimento è tornata a vivere: l’ex pista prove, convertita a circuito di guida sicura Aci.

«Da quando hanno chiuso lo stabilimento non sono più passato per quella via — risponde Domenico quando gli viene chiesto se ha visto il nuovo centro commerciale che sta per aprire —. Non voglio rovinare il ricordo che ho di quel luogo che mi ha dato tanto».

Una nuova vita, ora, di tutto quello spazio. Sì, funzionale, moderna; magari anche redditizia. Meglio il mall che la desolazione e i furti. Ma, perdonate l'afflato nostalgico, è giusto che anche si sappia su quale immensità di sapere (e saper fare) romantico si poggiano le fondamenta del nuovo, abnorme centro commerciale.

Foto - Il lingotto dell'Alfa

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