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Lunedì, 24 Gennaio 2022

La storia del dolce natalizio di Milano: dal «Pan de' Toni» al panettone

Perchè si chiama panettone? E che origine ha il nome? Ci sono tre leggende: eccole

Squarciando la nebbia della leggenda sembra che anche i romani preparassero una pagnotta lievitata ricca di uova, burro, canditi e addolcito con miele. Non solo: secondo Pietro Verri (filosofo vissuto a Milano nel Settecento) un dolce simile al panettone appariva sulle tavole dei milanesi già nel Duecento. In questo caso la pagnotta era arricchita da miele, zucca e uva secca.

Qualche certezza. Nel XV secolo ai fornai di Milano che impastavano il pane dei poveri (pane di miglio, detto pan de mej) era vietato sfornare il pane dei ricchi e dei nobili (pane bianco, detto micca). Unica eccezione il giorno di Natale, quando tutti i ceti sociali potevano cibarsi dello stesso pane: era il pan de’sciori, o pan de ton, ovvero il pane dei ricchi di puro frumento, farcito di burro, zucchero e zibibbo. La consacrazione del panettone, infine, arrivò nel 1700 quando la Repubblica Cisalpina favorì l’apertura dei forni e delle pasticcerie. Il panettone veniva prodotto durante tutto l’anno in piccolo formato mentre a Natale raggiungeva un peso superiore ai 500 grammi.

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