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Domenica, 28 Novembre 2021
Alessandro Gemme

Opinioni

Alessandro Gemme

Giornalista MilanoToday

Perché i movimenti antifa si sentono autorizzati a vandalizzare parti della città?

Nella notte tra giovedì e venerdì 30 ottobre in diverse zone di Milano sono apparse diverse scritte dei movimenti estremisti

Piccola ma doverosa premessa: non sono fascista, anzi. Faccio parte della stragrande maggioranza silenziosa del paese che crede nei valori della Repubblica. Non solo, l'antifascismo, nel mio caso, è una storia legata a doppio filo con le mie radici: mio nonno ha combattuto nel distaccamento di Nerviano della 106esima Brigata Garibaldi (più precisamente faceva parte dei partigiani della Garbatola) e proprio per riannodare i fili di questa storia ho incentrato entrambe le mie tesi di laurea sul personaggio che organizzò la resistenza a Nerviano, Paolo Caccia Dominioni. Preambolo finito, ecco il nocciolo della questione: perché i movimenti antifascisti si sentono autorizzati a vandalizzare parti della città?

I fatti sono questi: nella notte tra giovedì e venerdì 29 ottobre alcuni esponenti della galassia Antifa hanno imbrattato pensiline del tram e muri con graffiti e manifesti abusivi. Il fine? Uno solo: "Informare la cittadinanza che sabato 30 Ottobre si svolgerà un concerto nazifascista organizzato da Casapound e Rete dei Patrioti in Piazza Aspromonte (Piola-Loreto)", hanno scritto in una nota inviata anche alla nostra redazione.

Sia chiaro il fine è condivisibile: Casapound è un movimento di estrema destra e in un mondo ideale non ci sarebbero persone che provano nostalgia per un periodo così buio della storia italiana. Detto questo i mezzi utilizzati per diffondere la "vulgata antifascista", a mio modo di vedere (e a naso non solo mio), sono inefficaci e irrispettosi del bene comune.

Inefficaci. Sì, inefficaci. Diciamocelo in maniera chiara: quante persone andranno a leggere i manifesti appiccicati con la colla sui muri? La cifra rasenta lo zero (a essere generosi). Non solo, cosa significa scrivere "Milano Antifa" sulle pensiline di bus e tram o sui muri degli edifici? Non c'è alcuna differenza tra queste scritte e le tag tracciate dai writer, anzi. Sono scarabocchi (abusivi) che deturpano l'ambiente urbano. Danno senso di identità? Può essere, di sicuro per ripulirli verranno utilizzati fondi pubblici. Tasse che la maggioranza - silenziosa - del paese paga senza battere ciglio; maggioranza che si trova d'accordo con gli ideali di antifascismo (altrimenti la realtà in cui viviamo sarebbe profondamente diversa). In sintesi: era necessario fare tutto ciò? Perché, prendendo in prestito le parole di una delle menti italiane più brillanti di sempre (Nicolò Machiavelli), "Il fine non giustifica i mezzi". 

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