Casa, come tenere al sicuro i bambini ed evitare incidenti

L'ambiente domestico è pieno di potenziali pericoli e insidie. Ecco come tenere al sicuro i bambini per evitare incidenti, prevenendo i rischi

Bambini (da Pexels)

La maggior parte degli infortuni di cui i bambini sono vittime avvengono in casa e possono talvolta avere conseguenze serie.  L’ambiente dove si verifica il maggior numero di incidenti è il soggiorno, cioè lo spazio della casa normalmente dedicato alle attività ludiche e al tempo libero. Al secondo posto invece la camera da letto.

Le cause degli infortuni

Ma quali sono le principali cause degli incidenti domestici di cui sono vittime i bambini? Innanzitutto a provocarli, indirettamente, è la convinzione diffusa – e purtroppo spesso errata - che la propria casa sia un posto sicuro. Questa certezza infatti porta a diminuire l'attenzione, che invece è molto alta quando ci si trova in un ambiente esterno. Da non trascurare, poi, i ritmi spesso frenetici della giornata e la conseguente stanchezza che inevitabilmente porta a prestare meno attenzione. Alla base degli incidenti domestici anche scelte errate nell'organizzazione della casa e nell'arredamento. Tutti questi fattori di rischio possono interagire tra loro aumentando la probabilità che avvenga un infortunio domestico.

Come mettere in sicurezza la propria casa

La propria abitazione può essere resa sicura in base alle abitudini e capacità o attitudini di chi la abita. In base ai dati dei bambini ricoverati per incidenti in casa, sono stati individuati specifici elementi che aumentano la probabilità di incidenti nelle abitazioni. Eccoli suddivisi in base ai diversi locali della casa.

Bagno:

Pavimento irregolare/scivoloso/inclinato

Doccia/vasca da bagno con superficie scivolosa

- Spazio insufficiente attorno alla vasca/doccia

- Regolazione della temperatura dell’acqua calda da termostato superiore a 60°, o a 55°, se misurata dal rubinetto

Interno casa:

- Pavimento dei locali irregolare/scivoloso/inclinato

Cablaggio elettrico non sicuro

- Assenza di uno spazio protetto dalla portata dei bambini per prodotti velenosi e/o utensili pericolosi (bagno/ cucina/lavanderia)

- Accesso a fiamme libere o liquidi bollenti

Percorsi scarsamente illuminati oppure scivolosi/ripidi/irregolari

Scale (interne e/o esterne):

- Balaustra in rovina/troppo bassa, aperture troppo ampie, resistenza insufficiente

- Scale sdrucciolevoli

Scale non adeguatamente illuminate

- Scale troppo ripide

- Scale troppo larghe/strette/irregolari

- Scalini tra camera da letto e servizi igienici

- Corrimano sulle scale esterne in cattive condizioni

- Corrimano esterno mancante

- Corrimano troppo alto o troppo basso/discontinuo

Gradini strutturalmente pericolosi

- Gradini con pedate e alzate di diverse altezze

- Gradini mancanti - ripidi - scivolosi - scarsamente illuminati/difficili da vedere

Tappeto insicuro sui gradini

Aperture: 

Specchi o porte in vetro adiacenti alle scale

- Finestra che si apre sul percorso in modo pericoloso

- Vetri scarsamente resistenti

- Finestre e balconi non dotati di fissaggi e chiusure “a prova di bambini”

- Sgabelli, sedie, vasi collocati in prossimità di ringhiere, balaustre, finestre.

Prevenire gli infortuni e tenere al sicuro i bambini 

Nei diversi momenti della crescita la presenza di un adulto attento e consapevole è un elemento indispensabile alla prevenzione degli incidenti. Nei primi mesi di vita, quando il bambino non è capace di movimenti autonomi, basta l’attenzione, in seguito bisognerà mettere in sicurezza la casa perché sarà molto difficile bloccare tutte le acrobazie di cui sarà capace.

Da 0 a 3 anni fare attenzione a:

• temperatura dell’acqua del bagnetto – meglio provarla con il termometro;

• posizione del bambino nel lettino;

• non bere bevande calde quando si ha in braccio il bambino – bastano piccole quantità a procurare ustioni anche gravi;

• posizionarlo sempre su un piano stabile per cambiarlo – ricordare che, senza preavviso, arriverà il giorno che imparerà a girarsi da solo;

• oggetti che può portare alla bocca – ad esempio braccialetti, giocattoli, tappi di penna e anche ciondoli di collane e pendagli di orecchini;

• allacciare le cinture quando è seduto nel passeggino, nell’ovetto, nel seggiolino dell’auto.

Da 3 a 10 anni, quando il bambino diventa più autonomo, all’attenzione bisogna aggiungere una diversa organizzazione della casa e disposizione degli oggetti, chiedendosi: 

• i detersivi sono raggiungibili?

• i farmaci sono a portata di mano?

• i piatti, i bicchieri e gli oggetti fragili a che altezza li abbiamo posizionati?

• i coltelli e gli oggetti taglienti e appuntiti sono fuori dalla sua portata?

• le porte a vetri sono protette?

• a che temperatura è regolata la caldaia/boiler?

• la libreria è fissata al muro?

• le scale sono protette da un cancelletto?

• è stata predisposta la barriera di protezione per i fornelli?

Come facilmente si può capire, le tipologie di incidenti sono limitate: cadute, ustioni, ferite, soffocamento, avvelenamento, annegamento; le modalità, al contrario, sono illimitate e qualunque lista si provi a compilare non potrà mai essere esaustiva. Ecco perché prima i genitori e poi i bambini stessi devono sviluppare una competenza fondamentale: l’attenzione.

Gli accorgimenti da seguire in casa

• le ringhiere devono avere solo elementi verticali, ma in molte case sono presenti ringhiere anche con elementi orizzontali che permettono al bambino di utilizzarle come scala per potersi affacciare. In presenza di questa tipologia è necessario evitare l’accesso posizionando una rete;

• i davanzali delle finestre devono essere alti almeno 100 cm, ma se ne trovano di molto più bassi. In questo caso bisogna aumentarne l’altezza con strutture adeguate e comunque, se in casa c’è un bambino, non disporre mai divani o mobili sotto il davanzale;

• le scale, invece, sono normate dalla legislazione italiana (e non locale) e seguono la regola di Francois Blondel, formula che indica che la somma di due volte l’alzata più la pedata deve essere compresa tra 62-64 cm. Spesso le misure non sono rispettate, così come l’altezza del corrimano della ringhiera e la distanza tra gli elementi, sempre rigorosamente verticali, che la compongono. Inoltre, a volte le scale interne hanno l’alzata vuota, spazio che può permettere al bambino di infilarsi tra un gradino e l’altro e cadere nel vuoto. Specialmente in questi casi bisogna impedire l’accesso ai bambini posizionando i cancelletti;

• le porte a vetri interne e gli infissi dovrebbero avere requisiti di resistenza e di non frammentazione agli urti o, in alternativa, dovrebbero essere protette da pellicole trasparenti che, pur non evitando la rottura in caso di urto, impediscono al vetro rotto di cadere e di creare schegge taglienti e pericolose;

• se nel giardino della casa c’è una piscina, è necessario recintarla per impedire l’accesso al bambino quando non sono presenti gli adulti;

• nelle pertinenze della casa non devono risultare accessibili luoghi dove si stanno effettuando lavori di scavo o altro.

Per quanto riguarda gli impianti, a maggior rischio nelle abitazioni sono quelli che riguardano l’erogazione del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua. Pur in presenza di una normativa che regolamenta l’installazione e la manutenzione degli stessi, si possono verificare situazioni in cui, per vetustà, per carente manutenzione o per modifiche adottate dai proprietari o dagli inquilini, gli impianti non rispondono più alle caratteristiche essenziali di sicurezza indicate dalla normativa vigente. Se i rischi legati agli impianti riguardano tutti gli abitanti della casa, a volte per i bambini ci possono essere rischi aggiuntivi legati all’inesperienza e a un uso scorretto di apparecchiature elettriche. In questo caso il consiglio è quello di far controllare gli impianti da un tecnico, per essere sicuri che gli stessi, o i loro singoli componenti, non siano fuori norma; ma, naturalmente, il corretto utilizzo degli impianti e degli apparecchi a essi collegati si basa sulle conoscenze e sulla consapevolezza delle persone. Il differenziale, o salvavita, ad esempio, è ormai presente nella quasi totalità delle case

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Quanto agli apparecchi elettrici, dopo l’uso, questi vanno disinseriti dalle prese, per evitare che i bambini possano metterli in funzione. Se poi si tratta di apparecchi che si trovano in bagno o in cucina, è necessario che siano tenuti lontano dai punti di erogazione dell’acqua. Il ferro da stiro, che è caldo, pesante e ha il filo elettrico che pende, va posizionato in un posto non raggiungibile dal bambino. Una caldaia mal funzionante può saturare l’ambiente con il monossido di carbonio; una caldaia che eroga acqua a 80° può provocare ustioni gravissime a un bambino che per gioco si è seduto nel bidet e ha aperto l’acqua senza riuscire a miscelarla o a lasciare la posizione. Per questo motivo si raccomanda la regolazione dei miscelatori termostatici presenti nelle caldaie a temperature adeguate (massimo 50°C).

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