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Due chef e un nuovissimo progetto gastronomico per far innamorare Milano della cucina africana

Si chiama Africa Connection Collettive ed è un’inziativa creata da Prince Asford e Daniel Bley Ble, due giovani cuochi africani. Obiettivo? Creare serate tematiche per scoprire piatti e ricette della costa est dell’Africa

Africa Connection Collettive è un’idea di Prince Asford e Daniel Bley Ble, due giovani chef africani di base a Milano. “Vogliamo far conoscere la cucina africana, dimostrando come si possa unire ai sapori e ingredienti italiani” ci raccontano i due cuochi, impegnati a tempo pieno anche in altri due ristoranti della città. Africa Connection Collettive è un progetto gastronomico itinerante che parte dal concetto di identità e orgoglio personale, e porta in giro i piatti e i sapori tipici dell’Africa.

Gli chef Daniel Bley Ble a sinsitra e Prince Asford

Prince Asford e Daniel Bley: cuochi africani trapiantati a Milano

Africa Connection Collettive nasce dall’amicizia che lega questi due cuochi. Prince Asford, 30 anni, è nato a Brescia ma poco dopo si trasferisce in Ghana il suo paese d’origine, dove rimane fino ai 20 anni. “Lì facevo tutt’altro perché studiavo arte, poi mi sono trasferito di nuovo in Italia e ho iniziato a lavorare in un’officina d’auto perché avevo problemi con la lingua” ci dice Asford. Poi capisce che la cucina è la sua vera passione e molla tutto, inizia a studiare, fa corsi online e torna anche 6 mesi nel suo paese per fare ricerca. L’incontro con Cesare Battisti, chef e imprenditore, gli cambia la vita: “Inizio a lavorare al Ratanà con lo chef, poi all’osteria Marcel Boum sempre di Battisti, dedicata alla cucina africana”. Un progetto poi chiuso che porta Asford a spostarsi da Silvano, la vineria con cucina nel quartiere NoLo (sempre dello chef Battisti). A Milano conosce Daniel Bley Ble, classe 1993, originario della Costa D’Avorio e dal 2022 dietro la cucina di LOM – Dopolavoro, vicino al Cimitero Monumentale. Specializzato nelle ricette plant based, la sua cucina cerca di fondere insieme la tradizione Italiana con ingredienti e suggestioni delle radici ivoriane. “Vivo in Italia dall’età di 12 anni e ho sempre lavorato in cucina. Dopo gli studi alberghieri ho iniziato da Giuseppe Fornaca al San Michele di Fagagna, in provincia di Udine, per poi spostarmi a Milano”. E dall’incontro con Prince Asford nasce Africa Connection Collective.

L’attiéké un piatto tipico africano PH Studio Maigiu-2

Cos’è Africa Connection Collective: progetto itinerante a Milano

Siamo partiti dal concetto di zungu, una parola in lingua swahili tipicamente diffusa in gran parte dell'Africa orientale, centrale e meridionale. Vuol dire 'girare intorno' ed era il nome che gli abitanti del luogo davano ai colonizzatori inglesi che invasero il continente nel XIX Secolo alla ricerca di beni preziosi” racconta Prince Asford. Insieme a Bley l’idea di costruire un collettivo itinerante, di volta in volta ospite nei diversi locali di Milano, per portare a conoscere la cucina dell’Africa e anche abbattere la residua diffidenza verso gli chef neri. “Non è stato facile all’inizio per noi lavorare come cuochi nei locali, ancora c’è molta discriminazione. Con questo progetto vogliamo abbattere le barriere” continuano.

Una delle serata da Elita di Africa Collective Connection PH Studio Maigiu

Il menu e la cucina di Africa Connection Collective

A parlare la cucina africana, dal Ghana alla Costa d’Avorio fino ad arrivare al Senegal e Gambia. “Abbiamo molti ingredienti in comune con la gastronomia italiana, come il pomodoro che è anche tipico della cucina africana. Inoltre ci piace creare piatti fusion, utilizzando ricette e ingredienti dell’una e dell’altra tradizione”. Così troviamo gli gnocchi di platano, crema di cavolfiore e pesto di anacardi basilico e peperoncino con paprika e curry; oppure i tortelli ripieni di crema al platano dolce, che ricordano molto la zucca. “Tra gli ingredienti più rappresentativi della costa orientale c’è la manioca, una radice di origini sudamericane molto comune anche in Africa. Un ingrediente povero tipo la patata, da cui si ricava farina per pasta, pane, dolci. Noi prepariamo l’attiéké, un piatto tipico africano dove la manioca fermentata è lavorata come un cous cous, a cui si aggiunge salsa di cipolla e peperoni”. Il progetto è nato a fine aprile 2024 e “visto che vogliamo essere un collettivo dentro ci sono anche altri colleghi africani: come i bartender Junior Sedrack dell’ElitaBar e Diakité del Moebius, sempre a Milano”.

Gli gnocchi al pesto PH Studio Maigiu

Durante le serate di Africa Connection Collective c’è “un menu degustazione completo, oppure la possibilità di scegliere alla carta”. E in futuro la voglia di allargarsi e diventare un connettore di cuochi e bartender dal continente africano, uniti per veicolare la cucina delle loro origini. Senza dimenticare il sogno: avere un locale tutto per loro. Per seguire i prossimi eventi controllate la loro pagina Instagram.

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