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Domenica, 26 Maggio 2024
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Tre amici si mettono in proprio e aprono la vineria-bistrot del momento a Milano (con cortile nascosto)

Si chiama Ai fiori blu la nuova vineria con cucina aperta in zona Dateo a Milano. Sogno di tre amici e colleghi che dopo esperienze tra i migliori locali di Milano decidono di iniziare la propria attività

AI Fiori Blu è una nuova vineria con cucina a Milano, in zona Dateo. Non certo una novità, penserete, vista l’ondata e il costante trend che sta colonizzando la città: la solita vineria con piattini? Forse no. Questo piccolo locale è aperto da tre amici e colleghi conosciutisi negli ambienti della ristorazione milanese. Il dream team è composto da Daniele Canonico, Elisa Maccioni e Francesca Lecchi, che da Immorale (locale in Porta Venezia ormai chiuso) hanno prima sognato poi realizzato il loro primo locale. “Ai fiori blu è un bistrot anche se poi questo termine non ci va a genio perché non esprime la convivialità del luogo, dove passi per un calice di vino, stuzzichi qualcosa e volendo fai anche cena” ci raccontano. Nato dalle ceneri dell’interessante ma poco longevo cocktail bar ‘marchigiano’ Rodi, Ai fiori blu è un nuovo indirizzo da segnare nella geografia delle vinerie milanesi in via Gustavo Modena 26.

La sala di Ai fiori blu-2

Ai fiori blu: storia dei tre colleghi con il sogno di aprire una vineria

Non possono definirsi degli improvvisati i tre proprietari di Ai fiori blu, con importanti esperienze alle spalle sia in cucina che in sala. Si conoscono da Immorale, ristorante aperto nel 2019 dallo chef Luca Leone Zampa ora chiuso (Luca si è spostato a Venezia a lavorare da Bacàn), e da qui gettano le basi per la loro attività. Daniele Canonico, classe 1986, e Francesca Lecchi classe ’87, si conoscono addirittura prima, da Tannico, wine bar del noto e-commerce di vino. “Ho sempre lavorato come cuoca, sono stata Al Mercato di Eugenio Roncoroni, poi ho lavorato con Boer, fino ad arrivare da Immorale dove ho conosciuto anche Elisa” ci racconta Francesca Lecchi, ora dietro i fornelli di Ai fiori blu. In sala invece troverete Daniele Canonico ed Elisa Maccioni, quest’ultima per anni da Cantine Isola, enoteca leggendaria in Zona Paolo Sarpi. “Volevamo riportare questo team nel nostro nuovo locale, che abbiamo iniziato ad immaginare già anni fa. Poi l’occasione di scoprire questo spazio in Via Gustavo Modena e l’inizio dei lavori”.

Ma cosa significa Ai fiori blu? “Volevamo che il nome fosse qualcosa che non rimandasse direttamente alla cucina, qualcosa che fosse di rottura con quello che si sente in giro” ci raccontano “per questo abbiamo scelto questo nome che metteva tutti d’accordo”. Ai fiori blu è un romanzo di Raymond Queneau tradotto in italiano da Italo Calvino, e ricorda “i piccoli fiori blu che abbiamo piantato nel cortiletto esterno”. Infatti nascosto dietro la lunga e stretta sala c’è un cortile che da nel retro di un palazzo milanese, dove nei giorni di bella stagione si può fare aperitivo e cenare.

Le tartine di Ai fiori blu

Ai Fiori blu: vineria con cucina (e cortile interno)

La cucina è stagionale, lavora con il fresco e ogni preparazione è di giornata: “Volevo un menu con radici italiane, anche se non mancano influenze straniere soprattutto francesi visto che ho passato un periodo anche lì” racconta la chef. Quindi tante verdure che vengono da cascine limitrofe, pescato del giorno preso all’asta, carni selezionate di Sergio Motta in un menu che si divide tra piccoli assaggi da condividere all’aperitivo e piatti più strutturati. “Non c’è però una differenza tra i piatti, si può ordinare tutto in qualsiasi momento della giornata” raccontano i proprietari. Quindi alici fritte marinate (12€), polpette (11€), uovo marinato e giardiniera (7€), lumache trifolate (12€9, lingua e bagnetto verde (14€), fettuccine mele e porro (12€), arrosto ripieno (16€). “Ci sono sempre degli specials, dei piatti fuori menu che ogni 3 o 4 giorni fanno incursione sulla base di quello che trovo. L’altro giorno per esempio ho trovato un cervello e l’ho fritto” racconta Francesca Lecchi.

Dalla cucina di Ai Fiori Blu

La carta vini invece è studiata da Daniele Canonico ed Elisa Maccioni, forti delle loro pregresse esperienze nel vino. “Non vogliamo fare proclami, la nostra carta deve essere leggibile per chiunque, non deve mettere soggezione” ci dice Canonico. Infatti troverete 120 etichette provenienti da produttori che lavorano in biologica o biodinamica da tutta Italia, Francia e qualcosa dal resto d’Europa, ma senza spingere su estremismi. Per un aperitivo o una cena.

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