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Il supermarket è in crisi? Ecco com'è il supermercato del futuro aperto a Milano

A Cesate, vicino Milano, Coop Lombardia ha rinnovato un punto vendita con un progetto commissionato all’importante studio di architetti Park Associati. Spazi aperti verso l’esterno e aree di sosta e gioco per i bambini, per rivalutare l’esperienza al supermarket

Recarsi al supermercato non è mai un’operazione esaltante. Quand’anche di buon livello, con reparti di fresco ben forniti, specialità locali (sempre di più) oppure tecnologie che agevolano i servizi, una parte del loro effetto alienante si deve alla sciatteria architettonica. Sono spesso luoghi impersonali, freddi, che non avvicinano ai prodotti e nemmeno al dialogo con chi li serve o chi fa la spesa. Da questa constatazione parte il nuovo progetto di Coop Lombardia, che dal punto vendita di Cesate, 20 chilometri a nord di Milano, ha incaricato lo studio di architettura Park Associati di rivedere spazi e potenzialità aggregative dei supermercati futuri. Lo chiamano ‘retail civico’; ecco di cosa si tratta.

Coop Brand Architecture, studio Park Associati

Breve storia dei supermercati in Italia

Sufficientemente lungimirante da anticipare — e probabilmente sospingere — la svolta del boom economico, il primo ‘super-mercato’ italiano inaugurò il 27 novembre 1957 in un’ex officina di Viale Regina Giovanna a Milano. Furono i fratelli Caprotti ad avviare la catena che poi prese il nome di Esselunga, in società, tra gli altri, con Nelson Rockefeller. Il magnate americano, dopo investimenti in America Latina, era in cerca di paesi ‘in via di sviluppo’ in cui esportare un modello di approvvigionamento già noto negli USA dagli Anni Trenta. 

Spazi vendita della Coop di Cesate, ph. Nicola Colella

Caprotti definì gli standard: ubicazione non centrale ma accessibile mezzo auto, grandi superfici di vendita, notevole assortimento con minimi rincari e la presenza dei cosiddetti prodotti ‘di marca’, introvabili nei normali mercati. E, soprattutto, un fiume di pubblicità. In un paese in cui il latte si comprava ancora sfuso, il pane era fatto in casa, le uova e la carne si compravano nelle fattorie, le dinamiche a stelle e strisce, dopo qualche incertezza iniziale, presento comunque agevolmente piede. Una buona mano la diede la pubblicità, con i i carrelli che via via si riempirono dei marchi in heavy rotation su Carosello. Moderni, desiderabili, ma distaccati dal consumatore per la lunga filiera e la lontananza dai produttori.

L’idea di ‘retail civico’ di Coop Lombardia

Per cercare di rimodulare l’appeal dei propri ipermercati, Coop Lombardia ha in mente di ri-progettarli non solo come luogo di vendita, ma pure come spazio di “contaminazione sociale, scambio di saperi, luogo proprio della comunità”. Per farlo si parte dal design e dall’architettura, come nel primo caso di Cesate dal 2023, allargandosi agli aspetti commerciali e sociali dell’acquisto.

Il progetto del supermercato civico di Park Associati

Non più separazione dal proprio contesto e comunità, con la barriera dei parcheggi a mettere distanza, ma un modello replicabile che comprende spazi per la sosta, settori pedonali e vegetazione. L’idea di ‘retail civico’ dunque vuole garantire maggiore gradevolezza di quelle che troppo spesso sembrano ‘navicelle spaziali’ atterrate per caso, e magari qualche motivo in più per passare al supermercato.

Il progetto del supermercato Coop di Cesate di Park Associati

A progettare il primo ‘supermercato del futuro’ (in realtà l’ultimo di una serie visto che sono anni che si cerca di progettare il supermarket di domani) di Coop è stato chiamato Park Associati, studio milanese che si occupa oltre che di progettazione architettonica di urbanistica, paesaggio, design di interni e del prodotto. Hanno voluto superare l’idea di “scatola introversa senza alcun carattere architettonico” preferendo una struttura più riconoscibile.

Ingresso della Coop di Cesate, ph. Nicola Colella

Con entrate scavate agli angoli e quindi più porosità verso l’esterno, poi coperture in pannelli shed che consentono l’illuminazione naturale all’interno. Anche gli esterni sono coinvolti, con bordi pedonali più ampi per far posto a spazi di incontro, aree di attesa curate e di gioco per i bambini. Poi la vegetazione, che deve ancora crescere, ma farà da quinta ai soliti parcheggi. Altri supermercati — informano — sono in fase di progettazione e realizzazione.

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