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June Collective. Dall'India e dalla Lettonia per aprire un bistrot nella Milano post industriale

Bisogna spingersi nell'estremo nord ovest del territorio comunale. Ma la scoperta di June Collective vale il viaggio verso il Certosa District. Due giovani professioniste della ristorazione e il loro nuovissimo format con cibo stagionale e sapori del mondo

June Collective a Milano, più che un nuovo bistrot da scoprire nell'estremo nord ovest della città nel promettentissimo quadrante della Certosa (in direzione dei nuovi distretti di MIND e di Cascina Merlata), è davvero un collettivo formato da due giovani professioniste della ristorazione accomunate da un passaggio lavorativo a Copenhagen e atterrate entrambe a Milano con la voglia di fare qualcosa di loro.

June Collective dentro La Forgiatura di Milano

I loro nomi risultano un po' strani, ma la loro proposta gastronomica invece è semplice, lineare, chiara e schietta: "mai più di tre ingredienti nei piatti che escono dalla nostra cucina". Eccole qua sopra, nella foto: a sinistra c'è Mythila Shilke, anni trentatré, indiana di Bangalore: la donna di cucina. Si è formata a San Francisco, alla scuola del Cordon Bleu e ha lavorato nel noto ristorante Coi di Daniel Patterson. Il passaggio a Copenhagen è stato piuttosto breve: tempo di uno stage di qualche mese al ristorante Noma "ma poi la città non mi ha fatto innamorare, forse a causa del tempo". Altri passaggi a Bangkok da Gaggan Anand e a Madrid, ma poi finalmente Milano 'per colpa' del marito (conosciuto a San Francisco) che lavora come legale nel mondo del calcio.

A destra invece c'è Ilze Sire, anni trentotto dalla Lettonia: la donna della sala e del vino. Lei a Copenhagen c'è stata per sei  anni lavorando nel mondo della moda e nella comunicazione mentre il marito, il toscanaccio Lorenzo Cioli, lavorava al Noma di René Redzepi. Loro in realtà si erano conosciuti prima, a Londra, quando entrambi lavoravano all'allora mitico ristorante Viajante del supercuoco portoghese Nuno Mendes. Lorenzo poi con Stefano Ferraro decide di tornare in Italia per aprire un posto ancora oggi di successo a Milano: Loste. Ilze fa per qualche tempo attività di comunicazione per Loste dallo startup in poi, ma successivamente viene la voglia di fare qualcosa in prima persona. Nel frattempo anche Mythilla lavorava da Loste, le due si conoscono e iniziano a progettare.

June Collective a Milano. Prezzi e cosa si mangia

"Volevamo aprire un po' più in centro, ma poi per fortuna è uscito fuori questo spazio unico, in un cortile interno a questo polo creativo che è La Forgiatura, con una luce incredibile". E così ad aprile 2023 nasce June Collective, un bistrot aperto per la colazione di stampo europeo con pancake mascarpone e frutti rossi (6,5€) diventati memorabili dopo già poche settimane, uova (8€), yogurt e granola (6€). Il caffè è quello buono danese della torrefazione April. E poi c'è il pranzo: sei piatti stagionali tra i 12 e i 15 euro: fregola, crema di zucchine e grana; hummus di fagioli cannellini, carote arrosto, pomodorini, pesto di crescione e menta; asparagi, patate e fonduta di taleggio. Abbiamo assaggiato due piatti convincenti: i cetrioli grigliati con crema di feta, ceci e cumino e poi la sovracoscia di pollo con patate e asparagi.

Tutte le preparazioni arrivano dalla cucina a vista, posizionata dietro al bancone, sia quelle salate che i dolci della colazione o del dopo pranzo (banana bread, lemon square). Poi alle 15 si chiude, salvo qualche evento o qualche brunch al sabato. "Pensavamo davvero che a Milano mancasse un bistrot attento alla stagione e non classificabile, con una cucina che prende ispirazione da tutto il mondo senza riferimenti territoriali precisi", ci spiegano le due socie.

June Collective, La Forgiatura e il Certosa District

Gli avventori? Ci si potrebbe aspettare una clientela di uffici. Infatti June Collective si trova nel complesso di spazi di lavoro chiamato La Forgiatura: all'interno del grande cortile verde entrando a sinistra. Si tratta della prima rigenerazione urbana a firma degli sviluppatori di Real Step dell'area del Certosa District dove parecchi spazi ex industriali e magazzini diroccati si stanno riqualificando: qui nasceranno un numero ingente di spazi dedicati al cibo indipendente e di qualità (ne parleremo a breve) con nomi importanti che inizieranno ad aprire sin dall'inizio dell'estate 2023. E poi spazi di co-living, il primo esempio di co-factory, molti spazi per la musica e un nuovo parco oltre che naturalmente a uffici creativi. Insomma l'ecosistema per sostenere un progetto come June c'è "ma in realtà stanno già arrivando persone da fuori che ci considerano una destinazione e non una mensa per fare pausa pranzo" raccontano le due imprenditrici. "Abbiamo immaginato questo spazio come un pop up temporaneo, ma probabilmente i tempi si allungheranno, perché sta andando molto bene". Un'occasione per scoprire un angolo della città di Milano in rapida trasformazione di cui sentiremo molto parlare nei prossimi anni.

June Collective

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