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Giovedì, 30 Maggio 2024
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La tradizione delle macellerie equine a Milano (che rischiano di scomparire)

Quello delle macellerie equine è un fenomeno diffuso a Milano nato grazie all’immigrazione. Una tradizione che però sta lentamente scomparendo, come ci raccontano i proprietari della Macelleria da Vito e Macelleria Pellegrini

A Milano le macellerie equine sono particolarmente diffuse. Non è raro imbattersi in città in punti vendita specializzati esclusivamente in questa tipologia di carne, molto spesso divisiva anche tra chi ha una dieta carnivora. La carne di cavallo, come abbiamo anche sottolineato in questo articolo, non è prerogativa di tutta Italia: infatti viene consumata soprattutto al sud, tra Puglia e Sicilia, dove c’è una grande tradizione a riguardo. E quindi come mai anche nel capoluogo lombardo, nei mercati come nei diversi quartieri, ancora resistono le macellerie equine? L’abbiamo chiesto a chi fa questo lavoro da generazioni: Francesco Landillo di Macellerie da Vito a Lorenteggio e Giorgio Pellegrini di Macellerie Pellegrini in Porta Venezia.

La Macelleria da Vito dentro il Mercato di Lorenteggio

Le macellerie equine e la migrazione dal sud (ma non solo)

Partiamo dal dire che le macellerie equine in realtà sono meno di quelle bovine, perché il consumo di carne di cavallo non è cosi radicato al nord” ci spiega Giorgio Pellegrini proprietario della storica Macelleria omonima in Porta Venezia. Bottega storica di Milano, nata ben 73 anni fa quando Vittorio Pellegrini rilevò un locale in Via Spallanzani, dove tutt’ora c’è la macelleria. “Mio padre venne a Milano a 16 anni dal Veneto, una regione dove la carne di cavallo era ed è consumata, così come in altre regioni del sud” racconta il figlio. Infatti si può dire che la presenza delle macellerie equine in città è dovuta proprio dalla forte ondata migratoria dalle altre regioni italiane.

La famiglia Pellegrini

Ce lo conferma anche Francesco Landillo, ultima generazione dietro la storica Macelleria da Vito. “Vito è arrivato qui a 14 anni dalla Sicilia, era il 1982, e ha trovato un piccolo banco al mercato di Lorenteggio. Poi con gli anni ci siamo ingranditi e ora siamo anche una griglieria con cucina, idea coniata dal sud d’Italia”. Infatti Vito Landillo viene dalla Sicilia, regione dove si mangia carne di cavallo, così come i suoi fratelli che ancora oggi hanno alcune macellerie equine in giro per Milano. “I nostri clienti infatti sono quasi tutti pugliesi, siciliani, lucani, proprio perché sono abituati a mangiare carne di cavallo” racconta Landillo.

La vendita della carne equina, le normative e i maggiori produttori

Un dato particolare ci viene fornito da Giorgio Pellegrini, che ci spiega perché molto spesso chi ha queste macellerie vende solo ed esclusivamente carne equina. “La vendita di carne equina è stata fino al 2005 regolamentata da un Regio Decreto del 1928, per cui le carni di cavallo dovevano essere vendute in spacci separati dalla normale macelleria”. Questo per motivi igienico sanitari: “Infatti ai tempi la carne di cavallo proveniva da animali portati al macello a fine carriera, quindi bestie da lavoro oppure utilizzate durante la guerra, molto spesso malate e vecchie”. Poi nel 2005 è caduta questa restrizione e ora le macellerie equine possono anche vendere tagli bovini e di altri animali. 

La Macelleria Pellegrini a Milano-2

Ma da dove viene la carne di cavallo? “In Italia consumiamo solo l’1% di carne di cavallo quindi non ci sono tantissimi allevamenti dedicati. La maggior parte della carne equina arriva dalla Polonia, che sono i maggiori produttori, poi Francia e Spagna” racconta Giorgio Pellegrini. E soprattutto alla nascita di un cavallo si deve dare una destinazione “se da sella o da macello, non si possono confondere le cose”. Un dato confermato anche da Francesco Landillo che ci spiega inoltre come la carne di cavallo, a differenza dei bovini, non ha razze particolari. Mentre per i tagli non si fa differenza: “Proprio come per le vacche c’è lo scamone, il cappello del prete, il filetto, la costata. Si possono fare tartare, salumi, ottima alla griglia e in diverse preparazioni. È una carne molto salutare - perché per legge non possono essere somministrati antibiotici - magra, di gran sapore”.

Alcuni tagli equini

Le macellerie equine a Milano: quali sono e dove

Ma come ci confermano i due: “le macellerie equine, come le macellerie in generale, stanno scomparendo. A Milano e dintorni saranno giusto 10”. Questo perché nessuno vuole fare più questo lavoro, i figli dei proprietari vogliano cambiare vita e il mestiere si sta lentamente abbandonando. Sono localizzate più nella prima periferia di Milano, mentre nel centro della città è più difficile trovarle. Oltre a queste due storiche realtà, ricordiamo la Macelleria Bianchi a Famagosta, quella all’interno del mercato comunale di Viale Monza, e quella a Gorla non molto distante di Francesco Lemma. In zona Portello a nord ovest di Milano c’è quella di Nicola Ramires, poi e spostandosi più avanti nel centro commerciale di Bonola c’è un’altra macelleria sempre della famiglia Landillo, che possiede anche altri punti vendita in città. “Prima la mia famiglia aveva tantissime macellerie, poi con il tempo chiuse. Ora oltre a quella di Bonola ce n’è una in Corvetto, una a Brugherio e l’altra a Vimodrone” racconta Landillo. Una tradizione che si sta perdendo, ma che per il momento è ancora solida e presente.

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