Apri su Maps 029833273 @ristorantelarampina

Uno dei posti più cari a Gualtiero Marchesi, chef fondamentale per la cucina italiana, che qui trascorreva compleanni e ricorrenze. La Rampina, a San Giuliano Milanese non molto distante dalla città, sorge all’interno di un antico casale del ‘500 che ha da raccontare molto nel corso di questi secoli. Come la fuga del generale Radetzky durante i moti delle Cinque Giornate, che si trovò ad accampare l’esercito proprio qui. Cucina lombarda tradizionale con un tocco francese nelle preparazioni: da provare i trucioli di “Gualtiero Marchesi” al ragù d’anatra (24€), il classico ossobuco di vitello con risotto alla milanese (30€), la costoletta (30€).

La rampina a Milano, risotto con ossobuco
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La Puglia a NoLo risponde al nome di Pasta e Fagioli, una storica trattoria dal 1975. A gestione familiare, qui si viene per provare piatti semplici e della tradizione contadina: orecchiette con sugo di cavallo o d’involtini, con le cime di rapa (8,60€), caciocavallo ai ferri (7,50€) e carne alla griglia (dai 12 ai 20€). Per concludere l’immancabile pasticciotto leccese con crema, e solo nei giorni di giovedì e domenica a pranzo “U Timball”, come lo chiamano loro, ovvero i maccheroni al forno (8,60€). Un servizio rustico e cordiale, per uno scontrino medio di 30€.

Tra i nomi più importanti quando si parla di cucina giapponese, Haruo Ichikawa è lo chef che si incontra dietro il bancone del suo omonimo ristorante. Sushi master d’esperienza decennale e tra i pionieri in Italia a veicolare la cultura del cibo orientale. In Porta Romana, Ichikawa è il locale dove ogni amante del sushi deve andare almeno una volta. Si può mangiare alla carta, scegliendo tra sushi e sashimi (trai i 20 e i 45€), donburi (25-38€), nigiri (4-10€) e fritti (10-25€); oppure scegliendo l’immancabile omakase al bancone. Piatti caldi in alternanza a quelli freddi, piccole portate, soba, pesce crudo e marinato per un percorso tradizionale mai uguale a sé stesso (100€). Da prenotare almeno un giorno prima.

Ichikawa a Milano
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Fa parte del novero delle trattorie milanesi di nuova generazione, ma qui si possono trovare anche diverse ricette della tradizione. In cucina il milanese Federico Boni propone una cucina tipica milanese, in cui di certo la cassoeula non poteva mancare. La trovate fuori menu in base alla stagionalità.

Trattoria Sincera a Milano

Aperto nel 2023, Okuzashiki Menya Ninomiya è l’altro ristorante dello chef Yoshikazu Ninomiya già dietro all’insegna Kappuo Ninomiya non molto distante. Si tratta di un ramen bar, la celebre zuppa di spaghetti in brodo del Giappone, e si trova all’interno di un cortile nascosto. Una cucina strettamente tradizionale, con pochi piatti e prezzi ragionevoli che non superano i 16€. oltre al ramen (in tre versioni) c’è anche il celebre donmono ovvero la ciotola di riso condita con diversi ingredienti. C’è quella con porchetta di maiale condita con salsa di soia, cavolo tritato, e maionese (14€), oppure alla coreana con fette di maiale saltate e kimchi (14€).

Okuzashiki Menya Ninomiya a Milano ph Atelier Tokuda-2
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Dal 1976 Trattoria del Pescatore vuol dire pesce a Milano. Locale molto accogliente e che ricorda in tutto e per tutto le tipiche trattorie di mare, gioviali e dai tratti semplici. Uno dei primi indirizzi ad aver portato la cucina di matrice sarda in città: obbligatorio prendere la catalana di astice, uno dei piatti forti di questo locale.
                   
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A Peschiera Borromeo, oltrepassato l’aeroporto di Linate, c’è questa Mecca per i carnivori inserita nella lista dei migliori ristoranti di bistecche al mondo secondo la classifica inglese di Upper Cut. Un vero paradiso della brace e della carne, gestito da Riccardo Tucci, con tagli da ogni angolo del mondo: il maiale brado mangalica, la vaca galiziana, il bue grasso, la giovenca super frollata per 90 giorni, oltre a tagli e bestie più “classiche”. Nel menu viene inoltre introdotta una appendice dedicata alle carni scelte esclusivamente per Asina Luna da alcuni noti selezionatori italiani: come Sergio Motta, della macelleria Motta di Bellinzago, o Gonzalo Perez produttore spagnolo di carni e salumi.

Ristorante Asina Luna, Pescheria Borromeo Milano

Molti la definiscono la trattoria dei milanesi, visto il grande esodo verso le sue tavole dal centro della città. L’Antica Trattoria del Gallo è tra gli indirizzi più quotati per il pranzo della domenica, facilmente raggiungibile e una certezza da sempre. Si trova infatti a Vigano Certosino nel parco agricolo sud-ovest di Milano, in quella che un tempo era la dimora dei Frati Certosini. Quattro generazioni in 150 anni, dal 1870 fino a oggi, vorranno anche dire qualcosa dopo tutto. A tavola cotechino con lenticchie, pollo alla diavola (specialità della casa), patè di fegatini di pollo. Ghiottonerie ora disponibili anche in città visto che la famiglia ha aperto Gerli 1870 in zona CityLife.

Antica Trattoria dle Gallo, Gaggiano
Apri su Maps 025691717 @allaghett

Al Laghett nasce nel 1890 e da quella data in poi ha costruito la sua storia passando il testimone a cinque generazioni targate famiglia Gerosa. Si trova a Chiaravalle, vicino all’Abbazia, ed è una trattoria che rispecchia lo spirito lombardo della zona. Un po’ per il centenario glicine che l’avvolge, un po’ per il gusto sincero degli interni, lo stile vecchia scuola del servizio, la cucina schietta e stoica: mondeghili (11€), l’insalata di nervetti (10€), mentre tutte le paste sono fresche e fatte in casa. Ravioli di magro, di zucca o al brasato, alle pappardelle e alle lasagne al forno fino agli gnocchi di patate (12€). Consiglio spassionato? Il pollo alla diavola è tra i più buoni di Milano (26€). Ma anche i fiori di zucca fritti...

Trattoria al Laghett, Milano
Apri su Maps 3289282828 @otto.cene

Partiamo dal presupposto che questo locale nasce come un ristorante di dimensioni contenute, non essendo un’enoteca tradizionale. Non è il posto adatto se si desidera semplicemente gustare un calice di vino, ma piuttosto un luogo dove i vini italiani sono abbinati ai piatti della cucina italiana. Questo indirizzo, ideato da Jacopo Pozzi due anni fa, offre una vasta selezione di vini, con circa 500 etichette provenienti da tutte le regioni italiane e da oltre 20 Paesi in tutto il mondo, inclusi vini georgiani, libanesi, armeni e altre interessanti scoperte globali. Una volta al mese, Ottocene si trasforma in una cantina didattica, offrendo degustazioni delle sue etichette più interessanti.

Ottocene
Apri su Maps 3382068750 @trattoria_bertame

A cavallo tra il quartiere di Città Studi e Lambrate, questo piccola trattoria nata nel 2016 è un bell’indirizzo per un pranzo veloce o una cena sotto il glicine centenario. Infatti Bertamè è un posto informale e casalingo, intimo e molto accogliente dove godersi un pasto senza troppi fronzoli. Il giardino invernale vi accoglie per gustare piatti semplici di mare e terra, basati sulla tradizione italiana: pasta con le sarde, orecchiette al ragù di cinghiale, galletto croccante.

Un locale navigato che non sfugge al radar di chi vuole mangiare pesce a Milano. Bianca si trova nel quartiere di Conciliazione e propone una cucina di mare tradizionale e sempre fresca. Il pescato arriva dal mercato ittico giorno dopo giorno e comprende chicche del mare come gli scampi e gamberi di Mazara del Vallo (4€ l’uno), ostriche (5€ l’una), ma anche tonno della Sicilia (30€), black code (25€) e pescato del giorno (25€). Tra i primi spaghetto con aglio nero, peperoncino, burrata e acciughe (22€) oppure fregola con cozze, vongole e calamari (16€).

Aperto nel 2021 a pochi metri da Porta Venezia, Brolo è un locale che si propone con il titolo di “ortofrutta con cucina”. Si mangia vegetariano e vegano tra cassette di frutta e verdura, dispensa di uova e confetture, anche fiori all’esterno e un bar all’italiana dove assaggiare drink preparati con distillati e sciroppi italiani. Il menu è chiaramente stagionale e legato all’offerta del locale, con antipasti (tra i 12 e i 14€), primi e zuppe (tra i 12 e i 14€), secondi e insalate (tra i 12 e i 14€), poi contorni e dolci. Aperto dalla mattina fino al dopocena.

Brolo Milano
 
Apri su Maps 3286641670 @altatto_

È maggio 2019 quando Al Tatto apre come bistrot in via Comune Antico nel quartiere Greco dopo aver lavorato per diversi anni solo come catering. Dietro ci sono Sara Nicolosi, Cinzia De Lauri, Caterina Perazzi e Giulia Scialanga (quest’ultima lascerà poi il ristorante nel 2021 per dedicarsi a progetti personali). Le cuoche si sono conosciute tutte al ristorante Joia e così hanno portato da Al Tatto la stessa idea di cucina vegetariana e vegana creativa, stagionale che si è affermata in breve tempo per l’ottima qualità. Il ristorante è aperto dal lunedì al venerdì con un menu degustazione in cambiamento con 4 portate a 47€, oppure 6 portate a 63€.

Al Tatto Bistrot-3
Apri su Maps @alcortilemilano

Questo locale sorge in un cortile interno di un complesso abitativo vecchia Milano, a pochi passi dalla Darsena. Dopo aver attraversato una serie di case di ringhiera si apre un bellissimo spazio dove è possibile cenare all’aperto nelle sere più miti dell’anno. Atmosfera romantica e molto intima, e da poco una novità: la cucina è affidata ai ragazzi di Food Fellas, società specializzata nel servizio catering a Milano.


 

Dietro questo ristorante specializzato in pesce c’è la storia di Salvatore Pili, trasferitosi da Arbus in provincia di Cagliari a Milano nel lontano 1961. Da lì in avanti una vita nella ristorazione fino ad arrivare al 2006 quando ha aperto questo osteria di mare sul Naviglio Pavese. Piatti e prodotti tradizionali della cucina tipica sarda e mediterranea: il pane Carasau, i formaggi pecorini serviti con il miele (particolare quello di corbezzolo), il tonno rosso ‘di corsa’ di Carloforte e la bottarga di muggine. Antipasti dai 13 ai 18€, primi dai 15 ai 30€, secondi dai dai 20 ai 44€.

Ristorante fondato da Pietro Leemann nel 1989, chef originario della Svizzera ma ormai radicato in Italia, pioniere della cucina vegetariana in Italia. Joia è stato il primo ristorante vegetariano in Europa ad essere insignito della prestigiosa stella Michelin, conquistata nel 1996 e mantenuta fino ad oggi, confermandosi l'unico locale del genere in Italia ad averla ottenuta. Da poco la notizia che il grande chef ha lasciato le redini della sua cucina al suo team per far spazio alle nuove generazioni. Il menu di Joia è per l’80% vegano e senza glutine e si articola in due percorsi di degustazione al limite dello spirituale. Il viaggio completo Zenith da 8 portate al prezzo di 135€ ed Enfasi della natura da 6 portate a 125€. A pranzo, oltre agli stessi menu degustazione della sera, sono disponibili due formule più accessibili: un menu da 3 portate e "Il piatto quadro", che offre 4 o 5 assaggi (rispettivamente a 30€ e 35€), accompagnati da acqua e caffè.

Joia
Apri su Maps 3467340985 @panghearistorante

Questo ristorante vegano e gluten-free si è trasferito ad aprile 2022 da Via Valenza a Via Argelati, rimanendo comunque nei paraggi di Porta Genova. I piatti seguono le stagioni e cambiano molto spesso, ci sono tre percorsi degustazione per agevolare la scelta dei clienti che possono spaziare tra Sapori d’autunno (4 portate a 35€), Percorso Panghea (4 portate a 35€) e Sapori di Mare con le alternative vegetali al salmone e ai calamari (sempre in 4 portate, stavolta a 45€). Sono disponibili anche menu per il pranzo.

Panghea Ristorante
 

Nata nel 2007 nel cuore di Casoretto dall’amore per la cucina di una coppia: l’uruguayano Juan Lema, Chef Patron, e la milanese Cristina Borgherini, direttrice di sala. Trattoria Mirta è punto di riferimento per la zona, una di quelle trattorie sincere, con i pavimenti in graniglia e i tavoli di legno, dove mangiare una cucina tradizionale e basata su materie prime sempre stagionali. Tra i piatti cult la parmigiana di melanzane in salsa di pomodoro e il galletto disossato con purè. Prezzi onesti e contenuti (antipasti 7€, primi 10€, secondi 15€).

Apri su Maps 0249475009

Un indirizzo storico nella costellazione dei ristoranti di pesce a Milano. Mimì Gourmet recentemente si è rifatto il look, da osteria di pesce più verace si è dato un tono con i tavolini di legno chiaro, senza però scendere a compromessi con il suo tratto più rustico e verace. Quello che ci piace e che la fa ancora essere una trattoria dove spendere il giusto in un panorama come quello milanese.
 

Lo chef Federico Rottigni del ristorante Sensorium ci ha confessato che questo è uno degli indirizzi dove si siede più volentieri nel tempo libero, poiché conserva una cucina cinese autentica e di gusto. Si trova in Via Paolo Lomazzo ed è aperto tutto il giorno, dalle 10 di mattina a mezzanotte, che serve prevalentemente piatti di stree food di Rui'an, nella provincia di Wenzhou. Troviamo quindi in menu spiedini, altri piatti alla griglia tra carne, pesce e verdure, ma anche brodi e ravioli.

Houjie
Apri su Maps 3512780368 @autem_milano

Il ristorante dello chef Luca Natalini, toscano doc, che ha deciso di riprovarci a Milano con questa nuova avventura. Autem, che in latino indica una congiunzione, un’unione tra più cose, traducibile con “ancora” o “inoltre”, è un locale dove la tecnica dell’alta cucina sposa ingredienti eccellenti e ovviamente stagionali. Tre vetrate, una cucina a vista, due sale, un privé dove abbandonarsi nelle mani dello chef. Infatti il menu è alla cieca, si può scegliere tra il percorso con 4 piatti (100€) oppure quello da 6 portate (130€). Unica certezza: i prodotti sono tutti freschi e le ricette sono costruite in base alla reperibilità delle materie prime sul mercato.

Saint-Jacques au beurre avec fondue au parmesan di Autem
Apri su Maps 0292863905 @hortusristorante

Andiamo un po’ fuori, tra Cusano e Milanino, per trovare questo ristorante vegetariano e vegano che realizza i suoi piatti a base vegetale con verdure, erbe e fiori forniti dalla società agricola di Nova Milanese Ortofficina. Il menu stagionale contiene una quindicina di piatti che spaziano tra il tagliere di formaggi, la pasta fatta in casa, gli straccetti di seitan, le vellutate e i gyoza di verdure. Si possono combinare varie portate, anche in una versione senza glutine, in un menu degustazione da 4 piatti con possibilità di scelta a 40€ a persona. Particolarmente fornita la carta delle zuppe, dei dolci e dei formaggi. A pranzo il menu è leggermente più stringato con la possibilità di scegliere un piatto comprensivo “Hortus” al prezzo di 16€ che include una scelta tra orzo, cous cous, panissa, zuppa o pasta, bonbons di frutta e cocco, acqua, caffè e coperto.

Hortus Ristorante Milanino
 
Apri su Maps 02534698 @algarghet

Sembra sempre Natale in questo ristorante appena fuori il centro abiato di Milano, in direzione sud. Al Garghet, che in dialetto milanese vuol dire “il gracidare delle rane”, è infatti un locale che ricorda una casa di campagna inglese a mezza via con un rifugio in montagna, pieno di luci, tessuti scozzesi, immagini di battute di caccia. La cucina è però strettamente lombarda, basta leggere il menu che ricorda un quaderno di vecchie ricette. Punto forte la mega cotoletta a orecchia d’elefante (28€) oppure con l’osso (32€), ma anche i mondeghili (16€), il rognone trifolato (21€), e la busèca ovvero la trippa milanese con fagioli e crostini (16€). D’estate si mangia anche all’aperto, nel bellissimo giardino.

AL Gharghet Milano

Se si ha voglia di cucina tradizionale che parla di Mediterraneo e sud Italia, allora si viene da Giulia ristorante gestito da anni dalla famiglia Galantino. Gianni (padre) e Pierfabio (figlio) in sala, e ovviamente Giulia, la madre, in cucina. Affacciati su Piazza Gramsci, Da Giulia si distingue per piatti autentici e dai sapori schietti, dove vince il mare e la materia prima: celebra la sua pasta alle sarde (14€), maccheroncini con ragù di polpo (16€) e ovviamente il pescato del giorno, alla griglia o al sale (8€ all’etto).

Qui da Acquacheta si viene per trovare un piccolo angolo di pace insieme a una buona cucina genuina e con forti influenze toscane. Un indirizzo nascosto tra le fermate di Gorla e Precotto, che d’estate si apprezza ancora di più per il grazioso giardino dove poter mangiare all’aperto. Pici con fave e pecorino (12€), pappardelle con ragù di Fassona (12€), e tanta carne alla brace. Spirito, servizio e prezzo cordiale e umano, come trattoria vuole.

Il Giardino di Giada
Il Giardino di Giada
Il Giardino di Giada
Il Giardino di Giada
Tra i ristoranti di cucina cinese con la storia più lunga di Milano c’è il Giardino di Giada. Fondato nel 1979 anticipando quella che poi sarebbe stata una vera e propria tendenza dagli Anni ’80 in poi. Si trova in una stradina ai piedi del Duomo e della chiesa di San Gottardo in Corte, in un bellissimo palazzo del ‘900. Dietro c’è la mitica Sun Jonan, conosciuta da tutti come Carmen, arrivata dalla Cina a Milano. Da 45 anni il Giardino di Giada propone una cucina semplice, accessibile e di gusto. Ottimi i ravioli tirati a mano (dai 4 ai 9€), i xiao long bao (9€), le paste fresche (dagli 8 ai 14€), nonché i secondi di carne e pesce.

Il Giardino di Giada

Aperto nel 2021 da Edoardo Valsecchi, esperto di economia e management con diverse esperienze all’estero che ha voluto replicare a Milano una sintesi dei ristoranti vegani di qualità incontrati durante il suo percorso, Linfa è un locale che si presta a vari momenti della giornata. Funziona infatti come ristorante, cantina e bar, e per il brunch ogni domenica dalle 12 alle 16. Nel menu troviamo un po’ di tutto, dal caviale vegetale, alla verdura da agricoltura verticale, le paste e i risotti, ma anche hummus e sushi plant-based. Il menu è lunghissimo e si articola tra crudi e sushi (orientativamente tra i 6 e i 10€, a seconda dei pezzi scelti), antipasti (tra gli 8 e 13), piatti da condividere (tra i 4 e i 6€), paste e risotti (tra i 14 e i 16 €), secondi (tra i 14 e 21€), contorni (tra i 5 e i 9€), dolci (tra i 5 e i 12€). C’è anche un menu a degustazione in 6 portate da 65 €. Si paga solo con carta (il ristorante è cash-free).

Linfa Eat Different
Apri su Maps 0223323910 @fondazioneprada

Una delle più magiche di tutta la città, la terrazza del Ristorante Torre all’interno della Fondazione Prada si trova al 6° piano dell’omonima struttura. Qui Milano si apre da un’angolazione diversa che abbraccia tutta la sua ampiezza, da CityLife fino a Gae Aulenti. I cocktail sono impeccabili, frutto di un ottimo lavoro dietro al bancone di Pietro De Feudis, Francesco Amoruso, Niccolò Avanzi (un dream team) e alla minuziosa scelta dei prodotti che trovate nella bellissima bottigliera nella sala interna. In questo spazio progettato da Rem Koolhaas nel 2018 si può anche cenare, circondati da opere di Fontana e Jeff Koons.

Le Capannelle si trova in zona Sant’Agostino ed è un ristorante che rimane aperto dal martedì alla domenica fino alle 6:30 del mattino. Qui non troverete panini con salamella e toast farciti, ma dei veri e propri piatti per chi decidesse di cenare in prossimità dell’alba. Un menu che punta tutto sui grandi classici, divisi tra carne e pesce, e ovviamente la pizza. Si riconosce dall’insegna blu che troneggia su viale Papiniano, per uno stile che ammicca apertamente agli anni ‘80.

Le Capannelle a Milano

Lo chef veneto Daniel Canzian, tra gli ultimi allievi del maestro Gualtiero Marchesi, da oltre 10 anni conduce sempre con rigore e professionalità il suo omonimo ristorante in zona Moscova. Un locale elegante e pulito, dove ad accogliere gli ospiti c’è un grande bancone semi sferico che guarda direttamente la cucina e la sua brigata. Quasi uno chef’s table, dove osservare lo chef in azione e gustarsi i piatti della sua alta cucina veneta, come lui la definisce. Due i menu degustazione: Iconico da 120€, che racchiude i capisaldi del suo percorso e Alta Cucina Veneta, da 4 , 5 o 6 portate a 70/85/100€.

Ristorante Daniel Canzian a Milano

Un’altra trattoria sarda gestita da due fratelli, Heros e Corrado, che qui cucinano piatti nella più tipica e classica tradizione di mare. Quindi materie prime di qualità, poche sofisticazioni, piatti leggibili dove si può sentire il mare. Dai primi piatti ai secondi, senza dimenticare il gran carosello di antipasti dai crudi, freddi e cotti.

Apri su Maps 3270065566

Via Padova è sicuramente un luogo dove trovare piccoli locali internazionali che regalano sorprese. Come Miao Ristorante Cinese, dove provare un'autentica cucina del Sichuan. Quindi piatti piccanti, frattaglie, tanto aglio per sapori robusti e vigorosi. Come gli straccetti di lonza o il reno in agrodolce, tofu ricoperto di tuorlo d’uovo, carne e frattaglie di manzo tagliate a fettine sottili in salsa piccante. Da Miao una cucina schietta per i veri amanti del genere. E se si vuole andare sul leggero: scodelle di fuoco, ravioli, tagliatelle di riso.

Il ristorante di Via Taramelli è l’ammiraglia del marchio A’Riccione che ormai in città vanta ben tre locali. Celebre il Gran Plateau Royal di pesce crudo: carpaccio e tartare di pesce tagliato al coltello. tonno, spada, salmone e branzino freschi di giornata, selezione di ostriche, scampi, gamberi reali, cozze, capesante (55€). Un piatto che vale la prenotazione. Ottimi e sostanziosi i primi di pesce: paccheri all’aragosta (38€), risotto ai frutti di mare (26€), calamarata cacio e pepe e gamberi rossi (28€).

Si trova al 9° e 10° piano del The Brian&Barry Building in Piazza San Babila, a pochi passi dal Duomo. A’ Riccione è il brand di ristorazione di pesce che vanta anche altri locali in città e qui in Terrazza 12 si sviluppa su due aree diverse: il ristorante, gestito dallo chef Marco Fossati, e il lounge bar per l’aperitivo o l’after dinner. Famoso il gran plateau royal di crudi (55€) da condividere con una bollicina vista Madonnina.

Non una ma ben quattro sedi dislocate in città per Wang Jiao (oltre a via Lomazzo anche Via Padova, Via Casati 7 e viale Col di Lana 14). Ristoranti piuttosto spartani con i piatti cult della cucina cinese di Hong Kong e buone materie prime. Qui il cavallo di battaglia sono da sempre le scodelle di fuoco, i tipici wok che si chiamano così perché vengono servite a tavola con un fornelletto per mantenerle calde. C’è la versione con i calamari, manzo e patate, pollo e verdure e molte altre. E poi riso saltato, udon, gnocchi di riso, spaghetti di soia, stufati di carne e interiora. Non mancano piatti a base di pesce e opzioni completamente vegetali.

Wang Jiao

June Collective è un bistrot nell'estremo nord ovest della città nel quadrante del nuovo Certosa District. Aperto dall'indiana Mythila Shilke e dalla lettone Ilze Sire: due giovani professioniste forti di esperienze pregresse tra Stati Uniti e Danimarca, accomunate dall’idea di portare una cucina leggera e stagionale che vuole abbracciare i sapori del mondo. Aperto dalle 9 alle 15, qui si viene anche per fare colazione con pancake mascarpone e frutti rossi (6,5€), yogurt e granola (6€), ma anche uova preparate in vari modi (8€). E ovviamente caffè specialty della roastery danese April Coffee: espresso 1,20€, cappuccino 2€, iced coffee 3€, filtro 3€.

June Collective
Apri su Maps @langosteria

Tra i ristoranti preferiti di una certa clientela modaiola e internazionale, Langosteria è il brand legato alla cucina di pesce che nasce dall’intuizione imprenditoriale di Enrico Buonocore. Negli anni si è allargato, da Milano fino a Paraggi ma anche Parigi e Saint Moritz, con l’idea di portare la sua cucina di mare. Preparazioni classiche e guizzi più creativi in un menu che parla di piatti iconici come i paccheri con astice blu di Bretagna o i gamberoni rossi all’arrabbiata. A Milano hanno anche il bistrot (in via Privata Bobbio 2) e il Caffè (in Galleria del Corso 4).

Il primo locale di Cesare Marretti a Milano, l’estroso chef bolognese che apre proprio in Città Studi all’interno di quello che era un ex cinema a luci rosse degli anni ’60. La formula è sempre quella ormai collaudata dei locali dello chef: non c’è un menu dove poter scegliere i piatti, ma solo tre percorsi (pesce, carne, vegetariano) alla cieca e scelti dalla cucina. Interni eclettici e ricchi di dettagli curiosi, con mobili di modernariato e suppellettili che provengono da mercati vintage.
 
Apri su Maps @santeriamilano

Un hub creativo e polifunzionale, secondo genito dell’insegna Santeria Paladini 8 in viale Toscana. Qui si passa dal mattino fino al dopo cena grazie alle diverse anime che compongono questo spazio di 1000mq. C’è il ristorante con il il cocktail bar dove fare brunch nel weekend, oppure fermarsi con i colleghi dopo l’ufficio e ascoltare uno dei tanti concerti che qui si avvicendano. Troverete i nuovi nomi della scena underground italiana e non così come i volti più consolidati: dal jazz, elettronica, musica pop e leggera e quella più sperimentale. Infatti Santeria è uno spazio che abbraccia tanti stili diversi così come le sue funzioni: spazio co-working, market solidale, spazio e scuola di produzione artistica.

Santeria Social Club milano
Apri su Maps 02683807 @ariccione.milano

Il ristorante di Via Taramelli è l’ammiraglia del marchio A’Riccione che ormai in città vanta ben tre locali. Celebre il Gran Plateau Royal di pesce crudo: carpaccio e tartare di pesce tagliato al coltello. tonno, spada, salmone e branzino freschi di giornata, selezione di ostriche, scampi, gamberi reali, cozze, capesante (55€). Un piatto che vale la prenotazione. Ottimi e sostanziosi i primi di pesce: paccheri all’aragosta (38€), risotto ai frutti di mare (26€), calamarata cacio e pepe e gamberi rossi (28€).

Apri su Maps 3515166021 @erbabrusca

Ci si può anche arrivare in bicicletta qui da Erba Brusca, percorrendo tutto il Naviglio Pavese. Siamo poco fuori le porte della città, in un contesto già bucolico e per questo rilassato. A capo della cucina la chef Alice Delcourt, attenta alla stagionalità degli ingredienti e alla loro provenienza, per una cucina di mercato sempre diversa e mai scontata. Mangiare nel giardino affianco all’orto è una bella esperienza, soprattutto durante una delle serate “Cene nell’orto”: ogni giovedì su prenotazione fino a estate inoltrata, con musica e tavolata sotto la vite.

L’Osteria che nasce all’interno degli spazi che un tempo ospitavano il palco e i camerini dello storico Anteo Palazzo del Cinema, in Brera. Un posto molto rilassato, dove tutto è un omaggio al cinema, e che offre una bella sorpresa: il giardino segreto sormontato dalle vecchie mura del cinema e da piante rampicanti.  Una cucina che segue l’asse Italia-Francia, con alcune incursioni orientali: fatevi consigliare dallo chef Enrico Maridati tra i diversi piatti del menu, così come il pairing con i cocktail del bar.
 
Apri su Maps 024818331 @ristorante_fairouz

Fairouz è il primo locale di cucina libanese vegetariana nato a Milano, molto conosciuto anche nel resto della città. I sapori e i profumi sono quelli della tradizione mediorientale e araba dove i piatti sono semplici e ricchi di gusto. Fairouz significa turchese ed è anche il nome di una delle cantanti di maggior rilievo del mondo arabo del XX secolo. Hummus, moutabal, tabouleh, falafel, e si possono provare anche le famose mezeh, ovvero le mezze porzioni da condividere con il tavolo. Ci sono tre menu degustazione con più portate da 32 e 40€.

fairouz-milano
Apri su Maps 0234534113 @chateaudufan

In zona Chinatown questo locale moderno rappresenta la nuova generazione di ristoranti cinesi a Milano. Aperto nel 2017, Chateau Dufan proietta nel futuro la cucina tradizionale della Cina con stile e impronta Occidentale. Dimsum, ramen, zuppe, scodelle di fuoco e un’ottima cantina che molto spesso manca in questo genere di locali. Costine di maiale fritto (10€), crocchette di gamberi e capesante (15€), xiao long bao (10€) e bao farciti con maiale e in versione vegetariana (8€), per un mix fusion che però non snatura la cucina della Cina.

Chateaua Dufan, Milano

Chef Wicky Priyan è nato in Sri Lanka ma si può definire cittadino del mondo. Viaggia ovunque, dal Brasile al Giappone, fino ad arrivare in Italia in pianta stabile. Infatti dal 2015 è il patron del ristorante che porta il suo nome: una cucina ponte tra diverse culture dove spicca maggiormente il tratto nipponico e quello più sanguigno dei paesi sud americani e mediterranei. Tre gli omakase di Priyan: due da 8 portate (il primo carne e pesce 110€, il secondo solo pesce 120€) e l’ultimo da 11 portate da 150€. Si parte dal Giappone ma si arriva anche a Milano, con il maki ossobuco un piatto che omaggia questa città.


 

Tra le trattorie di cucina romana più note nella Capitale c’è Flavio al Velavevodetto, aperto no solo sotto al monte di Testaccio ma anche a Milano in zona Duomo dal 2021. L’insegna di Flavio De Maio rimane un caposaldo della cucina romana e godereccia, che anche nel capoluogo lombardo porta i sapori tipici e i piatti più goderecci di casa. Imperdibile la carbonara cremosa e saporita (13€), il carciofo fritto alla Giudia (5€), la cacio e pepe (14€), la trippa alla romana (13€), la coda alla vaccinara (16€) e il tiramisù al bicchiere (7€).

Al Velavevodetto Milano

Fratello minore della famiglia di Mao Hunan, Maoji si trova in Piazza Aspromonte tra Città Studi e Loreto. Sembra quasi un set cinematografico che ricostruisce una stradina della Cina, con i balconcini e le insegne luminose. Qui si serve cibo da strada cinese, quindi astenersi schizzinosi o chi ama sapori più delicati e puliti. Per una cena gustosa e ricca di sostanza tra puntine di maiale (12€), bao ripieni (4€), pancetta di Mao (14€) e ramen iper goduriosi (13€).

Maoji Street Food a Milano
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Ristorante con piatti vegani e vegetariani. Tra le voci del menu potrete scorgere anche qualche ingrediente come “tonno, salmone e polpo” ma la maggior parte delle proposte rimangono dedicate alla cucina vegana e vegetariana. Aperto nel 2017 a Milano, nel 2020 ha raddoppiato con un nuovo ristorante a Dubai nel quartiere Creek Harbour di Emaar. Il locale è piuttosto ampio e gode anche di uno spazio esterno su strada. Dal menu, che presenta una proposta molto nutrita, troviamo antipasti (tra i 5 e i 12€), primi piatti (tra gli 11 e i 20), piatti principali (tra i 16 e i 26), bowls (tra i 12 e i 24€).

Soulgreen Milano
 
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Come un gioco di scatole cinesi, l’omakase di Ronin è nascosto da una porta a cui si accede dopo aver attraverso il bar, al piano superiore. Un bancone di legno chiaro, solo per 10 ospiti, catalizza l’attenzione di questa piccola stanza dove si svolge l’omakase. Non è uno spazio sempre aperto, ma di volta in volta viene utilizzato per ospitare chef chiamati a interpretare il proprio concetto di degustazione. Ultimo chef qui presente, il maestro Katsu Nakaji uno dei più fini sushi master in circolazione.

All’ultimo piano dell’ex palazzo storico dell’Enel, ora headquarter del brand di moda Dsquared2, c’è il Ristorante Ceresio 7. Due bellissime piscine che fanno da contorno a un’ambiente molto modaiolo, dove fermarsi per pranzare (in cucina lo chef Elio Sironi) o per un cocktail al momento del tramonto nell’American Bar, gestito dal bar manager Abi El Attaoui. Atmosfera Miami che guarda Milano dall’alto.

In un angolo nascosto proprio affianco al Duomo di Milano, c’è una vecchia latteria che non smette di attirare clienti. Un po’ per il suo spirito vintage, che ricorda proprio quello delle latterie di una volta, un po’ per il suo menu totalmente vegetariano e vegano a poco prezzo. Si trova in una piccola traversa di Via Torino, lontano dal caos del centro, e c’è bisogno sempre di prenotare. Si mangia anche parecchio bene in questo locale storico ancora lasciato come negli Anni ’70: tavoli in legno, piastrelle ai muri e vecchie foto alle pareti. Il menu si compone di diversi piatti e si può anche optare per la formula menu completo a 30€. Tra le specialità: verdure al forno, gnocchi ai fiori di zucca, formaggi alla piastra, tomini con funghi porcini, sfogliatine di mele e strudel alla lucana.

La Vecchia Latteria

In questa osteria in zona Dateo, si capisce subito che aria tira, fosse anche soltanto per le innumerevoli fotografie di personaggi capitolini appesi alle pareti, da Sora Lella a Sordi, da Fellini ad Anna Magnani, tutti hanno un posto d’onore sulle pareti verdi di Nonna Maria. Un ritrovo alla romana che ha aperto più di 10 anni fa, dove l’atmosfera è vagamente teatrale con pareti antiche e mattoni ma comunque piacevole e accogliente grazie all’oste di casa, rigorosamente de’ Roma. Carbonara, cacio e pepe, saltimbocca, abbacchio e tutte le altre ricette della tradizione servite in porzioni generose con prezzi nella media. Da bere “er vino della casa” alla spina e vini laziali (e non) in bottiglia, birre artigianali del Birrificio Itineris di Civita Castellana (in provincia di Viterbo) e i classici cocktail.

Nonna Maria Osteria Romana Milano
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Vera e propria istituzione, il Ristorante Macelleria Motta si trova a Bellinzago Lombardo, a due passi da Gessate, nella provincia di Milano e vicinissimo a quella di Bergamo. All’interno di una proprietà nobiliare di origine cinquecentesca, questo è il regno di Sergio Motta vero istrione della carne, dei tagli importanti, della frollatura e poi della cottura. Lo si capisce appena entrati, con le enormi mezzene di carni piemontesi appese, manifesto della sua filosofia, per poi vedere il grande camino con lo spiedo. Il pezzo forte è, ovviamente, la carne, proposta soprattutto cruda o con cotture minime per rispettare ed enfatizzare i sapori propri dei tagli piemontesi: tartare, filetto, bistecche di polpa, tagliate, i grandi pezzi cotti lentamente alla brace.

Macelleria Motta

Uno dei migliori ristoranti di sushi e cucina giapponese a Milano si trova proprio in De Angeli. Questo è il regno dello chef Yoshikazu Ninomiya, che dal Giappone dopo tante peripezie in giro per il mondo è arrivato nel capoluogo lombardo. Scegliendolo come la sua nuova casa. Kappou Ninomiya ricorda una tipica trattoria nipponica, con la cucina e la sala nello stesso spazio, dominato da un grande bancone in legno dove mangiare e osservare le preparazioni. Oltre al sushi e sahimi, con una buona selezione di maki e nigiri, anche yakimono ovvero cotture alla griglia come tonno o anguilla (35€), aegemono cioè fritture dal pollo (6€) al granchio (8€), ma anche noodle e ramen (18€).

Kappou Ninomiya a Milano

Tipica osteria di pesce, potrebbe benissimo essere in qualche località di mare invece si trova in Viale Tunisia dal 2000, quartiere di Porta Venezia. La risacca blu, con i suoi arredi ispirati a un veliero degli anni ’30, propone una cucina di mare genuina e con prodotti freschi, dove trovare i grandi classici del repertorio marinaro: risottino al nero di seppia (36€ per due persone), spaghetti all’aragosta (13€), fritto misto alla risacca (25€). Ad accogliervi Giovanni e Carmelo Guaglianone, il primo in sala e il secondo in cucina, pronti a consigliarvi il fresco del giorno.

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In una ex casa cantoniera sul Naviglio Pavese, Motelombroso risorge grazie al lavoro di recupero dei suoi due giovani proprietari, Alessandra Straccamore e Matteo Mazza, che hanno portato a vita nuova questo posto dimenticato. Un locale dove bersi un vino sdraiati in giardino e un ristorante gastronomico guidato dalla mano dello chef Nicola Bonora. Da provare sia alla carta (antipasti 22-30€, primi 22-28€, secondi 22-35€) che con due diversi menu degustazione: 5 portate a 80€ o 8 portate a 100€.
 
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Quando si vuole mangiare un ottimo risotto a Milano si va da Ratanà, ristorante dello chef Cesare Battisti. Un asso nella cucina milanese in chiave contemporanea che correda di materie prime di estrema qualità. Il menu è sempre diverso e cambia ciclicamente con le stagioni e con la reperibilità sul mercato. Durante le belle giornate si può mangiare anche nel giardino esterno, circondati da orti didattici e guardando direttamente il Bosco Verticale di Stefano Boeri. Scontrino medio sui 60€. 

Il risotto Vecchia Milano di Ratanà
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In prossimità di Via Paolo Sarpi Ramenamano si attesta come un piccolo tempio nel quale scoprire l’antichissima ricetta del Lanzhou Lamian, antenato del più conosciuto ramen. Voce praticamente solista a Milano, questo ristorantino con cucina completamente a vista offre il Lamian in una versione senza eguali: brodo di manzo cotto per quattro ore unito a più di quindici diverse spezie, aggiunta di salsa piccante home made e aceto cinese come lo chef consiglia. In tema di pasta fresca la scelta è così vasta da perdersi, dal disegno della sezione, al numero di tirate corrispondente allo spessore dello spaghetto: troviamo spaghetti fini come capelli d’angelo da mangiare il più velocemente possibile per il contatto col calore, sezioni piatte come fettucce, tagliatelle dai bordi irregolari; interessanti le sezioni variabili tondo-piatto e lo spaghetto a foglia e triangolare. Intorno al calore della coppa di brodo il menu si popola di pietanze tradizionali principalmente vegetali come il loto, gli anacardi con alga nori e un ossobuco rivisitato servito freddo.

Ramenamano
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Il primo Fairouz ha aperto in Via Michelangelo Buonarroti ed è stato seguito da un secondo indirizzo in Via Cornalia 12. Mentre il primo è ristorante libanese esclusivamente vegetariano, il secondo include anche piatti di carne (ma le opzioni plant-based sono talmente tante che rimane un indirizzo valido anche per chi cerca piatti vegetali). La parola Fairouz in arabo significa “turchese” ma è anche un richiamo al nome di una grande cantante libanese nata nel 1959 che si è esibita in tutto il mondo. Nel menu troviamo piatti della cucina libanese, araba e mediterranea tra cui la moutbal, crema di melanzane arrostite e affumicate con tahina e chicchi di melagrana, anche nelle varianti con zucca, patate e zucchine, la mohammara, una crema di peperone rosso, pan grattato e granella di pistacchio leggermente piccante, i falafel anche nella versione mahshi, ovvero polpette fritte a base di ceci con cipolla, peperoncino e sumak. Il menu (di Buonarroti) si articola tra antipasti (tra i 4 e i 10€), mezzeh freddi (tra i 5 e i 10€), mezzeh caldi (tra i 5 e i 15€) zuppe (6-7€), pizzette libanesi che si chiamano Saaj Lebnani o Manaa’ish, tra i 6 e i 10€. I piatti si possono provare anche in 4 degustazioni diverse, da 27, 32 o 40€.

Fairouz

Dove un tempo sorgeva il laghetto di San Marco, considerato fino agli anni ‘30 uno dei posti più trafficati della città e scambio commerciale importante, ora si trova il Fish Bar de Milan. Uno degli indirizzi dove mangiare pesce più noto della città, dove provare crudi, tartare, primi piatti e ovviamente il mitico Maine Lobster Roll: pan brioche, astice del Maine, insalata, sedano, maionese, limone, erba cipollina e pepe nero (38€).


Fish bar de Milan
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Casa Ramen è stato aperto nel 2013 da Luca Catalfamo che dopo aver lavorato nelle cucine di Stati Uniti, Australia e Inghilterra, decide di tornare a Milano e aprire un ramen bar nel quartiere Isola. Un successo immediato per quello che è diventato uno dei migliori ramen della città, raddoppiando con la vicina insegna di Casa Ramen Super. Brodo di maiale e noodles sono i protagonisti in carta: c’è il King Tonkotsu con chashu (pancia di maiale brasata), kakuni, cipollotto, menma (germogli di bambù fermentati) e mayu (olio di aglio bruciato); oppure il Veggy Local Ramen con brodo di verdure e alga kombu, noodles fini, verdure, cipollotto, olio allo yuzu (dai 14 ai 16€). Ci sono anche piatti senza brodo e i mitici bao, i panini orientali farciti (4-8€).

Casa Ramen. Il ramen migliore di Milano ora apre in Svizzera
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Un indirizzo ormai noto in città per tante ragioni. Innanzitutto per i due proprietari, una coppia con la passione per l’oriente, che passando di qui si innamorò di questo palazzo del 1890 che tanto ricordava le vecchie case di Hanoi. Poi ovviamente per la cucina, a cavallo tra Vietnam e Thailandia: come il Pho una zuppa di manzo, noodles e riso (10€), oppure il Vit nuong con petto di anatra marinato nello zenzero e ananas e riso (19€). Un’atmosfera romantica e molto intima (si può cenare nel giardinetto coperto all’esterno) a concludere questa esperienza che porta con la testa fuori da Milano. È anche un bed & breakfast.

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In questo ristorante vicino la fermata di Loreto si gusta l’autentica cucina dell’Hunan, una regione cinese da cui proveniva Mao Zedong a cui il nome del locale si ispira. I piatti sono ricchi e gustosi, non lesinano nelle porzioni e c’è un’ottima scelta tra proposte di carne, pesce e vegetariane. L’Hunan si trova nell’entroterra del sud est del paese e predilige ricette carnivore che qui trovano spazio con zampette di gallina, pancetta di Mao, costine di maiale impanate, ma ci sono sempre dei fuori menu da chiedere.

Mao Hunan
 

Un bellissimo bancone a ferro di cavallo dove va in scena l’omakase di Zero, guidato dallo chef Hide Shinohara e la sua brigata. Un sushi bar contemporaneo dove i sapori orientali vengono calibrati per un palato nostrano, per un compromesso piacevole con la tradizione. Un percorso incalzante e completo che non lascia dubbi sul concetto di questa degustazione.

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Un locale di cucina cinese contemporaneo in uno spazio di design curato dallo studio Naos Design: pareti scure in cemento grezzo, tavoli in legno nero e mise en place ridotta ai minimi termini. Aperto nel 2011 dall’imprenditore cinese Marco Liu, già noto in città per altri ristoranti asiatici, Ba Restaurant è sicuramente tra i migliori indirizzi a Milano. i piatti sono quelli cantonesi ma rivisti in chiave moderna, senza snaturarne il concetto e il gusto: dim sum (15- 24€), noodles tirati a mano e conditi con diversi ingredienti (17-20€), pancia di maiale, gamberi fritti. C’è anche un menu degustazione complesso con più portate, per chi volesse fare un percorso completo tra i sapori di Ba a 135€.

I ravioli di Ba Restaurant
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Un affascinante sake bistrot e ristorante dove approfondire la conoscenza del famoso fermentato di riso, che qui troverete con numerose referenze. Non da meno la cucina di chef Masaki Inoguchi, che alterna piatti della tradizione con ingredienti del territorio. Il percorso degustazione qui non avviene al bancone, e consiste in una sequenza di ricette come mazzancolle mediterranee marinate con alga kombu, servite con lardo di wagyu fatto in casa, kumquat e caviale e il cirashi con frittata d’uovo tamagoyaki e cruditè di mare misto tagliato al coltello. Da quattro (70€) o cinque portate (90€) in abbinamento un percorso sake rispettivamente da 25 e 30€.




 

Nel rooftop del nuovo palazzo The Medelan, a due passi dalla Galleria Vittorio Emanuele, una delle nuove terrazze di Milano che ricordano un giardino sospeso. Horto è un ristorante con una missione etica e sostenibile: dare spazio nel menu ai soli prodotti che arrivano da produttori nel raggio di un‘ora di distanza da Milano. Tutto ricorda un orto botanico che a 360° fa il giro di Milano dall’alto. È possibile anche fare l’aperitivo, a pranzo c’è un menu speciale (70€) mentre per la cena i menu sono due (5 portate 155€, 7 portate 185€, vini esclusi). In cucina Alberto Toè, allievo del celebre chef Norbert Niederkofler.