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Madreproject. La scuola del pane che a Milano fa rigenerazione urbana

Il progetto ha un obbiettivo preciso: rigenerare il contesto socio culturale del territorio e arrivare a chiunque cerchi il proprio posto nel mondo

Si può, attraverso il pane, lavorare su un progetto di riqualificazione del territorio e di integrazione socio-culturale? La risposta è sì, e accade nella zona di Chiaravalle a Milano. Partirà infatti a settembre 2023 Madreproject, una scuola di panificazione diversa dal solito. A raccontarcela c’è il progettista culturale Andrea Perini, co-fondatore insieme all’architetta paesaggista Marta Bertani di Terzo Paesaggio, ente non profit che promuove pratiche di rigenerazione urbana e culturale.

Insieme a loro c’è anche Davide Longoni, punto di riferimento nel mondo della panificazione e co-fondatore del movimento P.A.U. Panificatori Agricoli Urbani, insieme ad Avanzi – Sostenibilità per Azioni, società di incubazione, sviluppo e consulenza per start up. “Nasce tutto quando Longoni arriva a Milano e apre nel 2013 il suo primo negozio” ci racconta Perini. “Le prime attività di natura culturale sono iniziante in quel periodo. Venivano coinvolti artisti, personaggi e comunità, oltre al gran numero di panificatori che hanno appreso il mestiere da lui, come Giovanni Mineo di Crosta a Milano o Adriano del Mastro di Forno del Mastro a Monza”.

Il team di Madreproject

L’idea è stata quella di non fermarsi alla semplice formazione ma creare un percorso che interpreta il processo di panificazione come mezzo per la rigenerazione urbana. Questo significa lavorare sul territorio, integrarsi, conoscere il luogo e le persone che lo vivono. “Nel 2020 abbiamo iniziato a scrivere questo progetto e in un mese, attraverso il Crowdfunding Civico, è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta coinvolgendo circa 360 donatori tra cui diversi vignaioli, panificatori, e anche i primi 4 studenti che hanno poi preso parte alla scuola. Ci siamo resi conto che più che un mezzo di finanziamento era uno strumento di costruzione di reti e di incontri. Con i fondi sono iniziati i vari test: un mini cantiere e due campus più strutturati”.

Forti di questo primo esperimento, è stato possibile stilare un’agenda dettagliata di quello che sarà la scuola, il cui programma sarà pubblicato a breve: contiene un ibrido tra lezioni online, incontri nel weekend e settimane di lezioni intensive. Un percorso per tutti, anche per chi studia o fa un altro lavoro. Non c’è un discorso di età o preparazione pregressa, è importante la motivazione: “questo percorso è adatto a chiunque si trovi in una fase di transizione. Più che un posto di lavoro qui si viene a cercare il proprio posto nel mondo. Anche perché dopo la pandemia siamo sempre più legati al desiderio di lasciare un segno: fare qualcosa di significativo, strettamente legato al rapporto con la terra e con i luoghi” conclude Andrea. Prendere parte alla scuola di Madreproject non significa quindi voler unicamente aprire la propria bottega o fare semplicemente il pane, ma anche occuparsi del territorio.

La lezione al padiglione Chiaravalle

Madreproject a Milano. Un nuovo modo di fare scuola

Con Avanzi, il partner che cura l’accompagnamento rispetto alla dimensione di impresa, si lavora sulle relazioni territoriali e di comunità. Secondo Andrea Perini “si pensa che andare in un luogo e iniziarvi un progetto - con ad esempio un ristorante - significhi creare una relazione unicamente con il cibo. In realtà il discorso è molto più ampio. C’è una filiera sociale e culturale che ha a che fare con altre discipline”. Il discorso poi ha un margine di diversificazione che può essere traslato su tanto altro: “essere partiti dal pane significa partire dall’archetipo di ogni cultura ma l’idea è di espandersi attraverso più prodotti e molteplici specialità che variano a seconda del contesto”.

Cosa aspettarsi da questo percorso

Per questo primo anno si inizia con un numero ristretto di iscritti – circa una decina – che possano formare un gruppo coeso e unito. Le lezioni saranno quindi condotte e gestite dai tre soggetti protagonisti: l’imprenditore, panificatore e agricoltore Davide Longoni, infatti “il pane che si andrà a fare sarà un pane alla Longoni” specifica Perini. Poi ci sarà l’impronta della società Avanzi per i percorsi legati alla creazione delle start up, all’innovazione d’impresa e all’impatto sul territorio. Terzo Paesaggio si occuperà invece di temi legati alla cultura, alle relazioni tra paesaggio e arti e all’integrazione nel tessuto sociale. “Questo mix garantisce un percorso anomalo. Esistono tante e bellissime scuole di panificazione con le quali noi non vogliamo entrare in competizione. Stiamo solo sviluppando un approccio diverso e anzi siamo aperti ad ogni tipo di collaborazione” conclude.

Le lezione da Madreproject

Imparare il pane e imparare la società

Proprio perché non ci piace essere lineari, le lezioni si svolgeranno in più spazi. Principalmente ci sarà il Padiglione Chiaravalle per le lezioni teoriche, mentre è ora in costruzione un laboratorio mobile di panificazione, ovvero un container interamente attrezzato da Tagliavini (anche lui sponsor del progetto) che diventa itinerante. Ci piace l’idea che gli studenti possano subito entrare nel vivo agendo sul campo, così da capire come mettere in pratica la teoria. Ci saranno a disposizione anche i vari negozi dei panificatori, oltre a quello di Longoni, e spazi della filiera come ad esempio i mulini”. La durata del corso è di 6 mesi, ai quali seguirà un periodo di project work.

Una lezione con Aurora Zancarano

La fase di lancio di Madreproject a Milano

Domenica 14 maggio si apre il trittico degli eventi che lanceranno il progetto. Sono stati invitati 3 pensatori che si interrogano sul contemporaneo e sui temi di ecologia politica. Il primo è Tim Ingold, professore di antropologia sociale presso l’University di Aberdeen in Scozia, il secondo (17 maggio) - per la prima volta in Italia - è Bayo Akomolafe, un giovanissimo filosofo e attivista nigeriano trasferitosi in India. Il terzo è Timothy Morton che, in collegamento dal Texas, affronterà insieme al filosofo milanese Leonardo Caffo temi del contemporaneo. “Queste persone ci aiutano a riflettere e a trovare il nostro posto nel mondo, per noi è importante trasmettere che il pane non è solo commercio o un prodotto da vendere, ma un modo per lasciare traccia della nostra esistenza” conclude Perini.

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