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Domenica, 19 Maggio 2024
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La nuova vineria milanese che fa panini al pollo fritto

Si chiama Fat Sam at the Winery la vineria che accompagna il vino naturale con panini al pollo fritto e salse fatte in casa. Un menu divertente e goloso che si allontana dalle classiche proposte milanesi

Negli ultimi tempi a Milano sembra esserci un’ondata di vinerie naturali, molto spesso con dei tratti comuni e a dire il vero piuttosto standardizzati. Fat Sam at the Winery è invece una novità che forse riesce a distinguersi unendo vini biologi a un menu godurioso e divertente. L’idea è di tre giovani soci, con esperienze nella ristorazione milanese e internazionale: Samuele Luè, chef anche dietro al progetto Chihuahua Tacos a Milano, insieme alle sorelle Costanza e Vincenza Virgolino. Si trova in un posto molto particolare, anche se l’ingresso è su strada, ovvero all’interno della corte della omonima chiesa in Corso San Gottardo 6: “Perché si vuole omaggiare anche la Vecchia Milano di un tempo ma con uno spirito contemporaneo e informale”. Ci siamo fatti raccontare da Samuele Luè come e cosa si mangia da Fat Sam, tra panini al pollo fritto, coppe gelato Anni ’60 e champagne francesi.

Gli interni di Fat Sam

La nascita di Fat Sam at the Winery: il progetto

Samuele Luè è un cuoco con un attivo curriculum alle spalle: “Ho lavorato anni con lo chef Giacomo Gallina, ho avuto occasione di collaborare con Cracco, fino a quando inizio un nuovo percorso a New York”. Torna a Milano per “esigenze umane”, lavora al The Botanical e poi apre due locali dedicati al cibo messicano insieme al suo socio noto imprenditore del settore milanese Alessandro Longhin. E ora anche Fat Sam at the Winery, un nome che evoca le due anime di questo progetto. “Volevamo distinguerci dalle mille vinerie che già ci sono, alcune sicuramente molto interessanti ma con proposte gastronomiche ripetitive” ci racconta Luè. L’ispirazione viene dai molti locali in cui i tre hanno girato, tra New York, Londra e Barcellona. “Qui da noi il vino naturale viene associato a un menu non convenzionale, godurioso e anche politicamente scorretto”. Infatti “Fat Sam è un omino rubicondo che beve Champagne ma mangia anche pollo fritto, si diverte con gli amici e non si fa problemi” racconta Luè. Si trova nella corte di una chiesa e ogni domenica per omaggiare questo spazio sempre in maniera divertente c’è “la Messa, ovvero una giornata dove si fa festa con musica jazz e hip-hop”.

L'ingresso di Fat Sam

Cosa si mangia da Fat Sam: le due anime dell’enoteca

Il menu di Fat Sam ha due anime, come ci racconta lo chef. “C’è la parte enoteca vera e propria, con le bottiglie selezionate da Vincenza a coprire territorio europei, Italia e una parte importante di bollicine dalla Francia” a cui si aggiunge un piccolo menu di piatti da condividere. Terrine di fegato (18), toast (9€), ostriche condite (4€), salumi e formaggi (20€), con produttori da tutta Italia che andranno a rotazione nel tempo. E poi c’è l’anima “grassa” di Fat Sam con un menu tutto a base di pollo fritto: “Qui ho fatto tesoro dell’esperienza americana, dalla loro maniera di lavorare il pollo al pane che viene utilizzato”, dice lo Luè. Infatti il pollo viene marinato per 20 ore, poi fa un passaggio nel latticello e infine fritto con una panatura speciale composta da un mix di spezie segrete. Il pane invece è un bun molto morbido e burroso, che si sposa a meraviglia con il resto, fornito da un ragazzo ex Davide Longoni.

Panini al pollo e vini naturali da Fat Sam a Milano

Tre panini, solo a base di pollo fritto: c’è il bun classico con cetrioli in agrodolce (12€), poi il panino piccante con una salsa di aceto e habanero (12€) e l’ultimo con cipolla rossa e uova di salmone ikura (16€). Ci sono anche una serie di piatti che chiamano friends: patatine fritte al tartufo nero e parmigiano (9€), le classiche 3€), e i pop corn di pollo fritto una salsa di miele e peperoncino (12€). Tutto fatto in casa. Piatto forte? “Oltre al pollo direi il nostro gelato artigianale servito in una coppa di Champagne, a cui aggiungiamo salsa al cioccolato e alcuni zuccherini colorati che ricordano tanto quei dessert Anni ’60 nei tipici diner americani”. E presto si attiverà anche un’altra zona: un cortile segreto che si aprirà a eventi e degustazioni speciali.

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