Brevetti e invenzioni: nasce il manager della comunicazione

Un aiuto indispensabile a supporto degli inventori che vogliono promuovere la loro realizzazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Nasce il manager della comunicazione delle proprietà intellettuali. Questa nuova figura professionale agisce come intermediario tra l’inventore e le aziende potenzialmente interessate alla cessione o alla licenza di un suo brevetto. Qual è la novità? Il patent communication manager (PCM) delle proprietà intellettuali promuove attraverso i nuovi canali digitali di comunicazione, le idee innovative realizzate e brevettate da inventori che non hanno a disposizione i mezzi e le competenze per veicolarne il potenziale agli investitori. Analizza le strategie di sfruttamento e la platea di potenziali acquirenti, individua il target adeguato, costruisce un piano di comunicazione che prevede un mix tra strumenti di comunicazione tradizionale e strumenti digitali per la promozione del brevetto e della scelta dei migliori canali di vendita.

Il PCM si rivolge agli inventori, privati, liberi professionisti e piccoli imprenditori le cui risorse sono limitate rispetto agli investimenti necessari allo sviluppo dell'invenzione industriale e, conseguentemente, la ricerca di licenziatari diventa la soluzione migliore. Questo avviene nei casi in cui lo sfruttamento industriale dell'invenzione richieda l'impiego di tecnologie molto avanzate o la costruzione di impianti pilota. Perché possa fornire un beneficio tangibile, un brevetto deve essere sfruttato efficacemente: in linea di massima produrrà profitti solo se il prodotto incontrerà i favori del mercato oppure se aumenterà la forza e il potere contrattuale dell’impresa stessa.

Per utilizzare economicamente al meglio un proprio brevetto, in alternativa della sua commercializzazione diretta, un’azienda dispone di una serie di opzioni: vendere il brevetto a terzi, dare il brevetto in usufrutto, concedere in licenza il brevetto ad altri. Per qualsiasi opzione, l’inventore deve far conoscere il suo brevetto e trovare l’azienda disposta ad acquistare, ad averlo in usufrutto o in licenza. Ci sono piccoli imprenditori che, pur avendo realizzato importanti innovazioni tecnologiche, hanno finito per soccombere alle notevoli spese di sviluppo del prodotto, alla mancata rete di vendita e, alla conseguente, difficoltà di trovare imprese interessate.

Il PCM supporta gli inventori nella promozione del brevetto, anche, attraverso strumenti digitali con il solo scopo di mettere in contatto l’inventore e l’azienda potenzialmente interessata ad investire. In Italia sono ancora poche le agenzie che si occupano di comunicazione digitale per la promozione dei brevetti, tra i professionisti più accreditati, Valeria Rossana Volpe è una delle prime.

“Io metto a disposizione gli strumenti tradizionali, quali l’attività di ufficio stampa, l’organizzazione di un evento ad hoc e i contatti one to one con le aziende potenzialmente interessate all’acquisto. Inoltre, mi avvalgo di nuovi canali digitali che consentono una maggiore visibilità e danno la possibilità di raggiungere il target in modo più capillare. Si può creare il brevetto più innovativo negli ultimi dieci anni, ma senza una comunicazione adeguata il potenziale è sprecato. Il mio scopo è quello di aiutare i tanti cervelli che inventano ma non sanno a chi rivolgersi e incentivare, oggi, in Italia la diffusione dei brevetti e dei marchi, stimolo indispensabile allo sviluppo economico.” conclude Valeria Volpe.

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