Concorso Dsga: bocciature anomale e scuole scoperte

Dopo 20 anni dal primo concorso ancora centinaia di posti vuoti in Lombardia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano, 26 Agosto 2020. Il concorso per Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi –DSGA –non è riuscito a colmare i posti vuoti, ma al contrario ha “partorito” numerosi ricorsi. Un concorso durato quasi due anni, tra preparazioni ed esami che avrebbe avuto comeobiettivo quello di coprire I posti vacanti in numerose scuole, prive di una figura professionalefondamentale come quella del DGSA. Il concorso si è concluso tra irregolarità, illegittimità e ricorsi. In poche parole: un Fallimento e tanto spreco di denaro pubblico in un periodo storico, come il nostro, dove non ci si puo’permettere “ il lusso” di bruciare posti di lavoro. In barba non solo al dettato costituzionale exart.4, altresi’ ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza base dell’agere della Pubblica Amministrazione. Al bando, emanato dal Ministero dell’Istruzione il 20 dicembre 2018, 2.004 posti per direttori e 601 posti riservati al personale interno, per un totale di 2.605 contratti. I candidati sono stati 102.900, ma solo in 6mila hanno passato la preselezione per accedere alle due prove scritte. Tra fine maggio e inizio giugno, gli uffici scolastici regionali hanno iniziato a pubblicare l’elenco degli ammessi alle prove orali. Un rallentamento delle procedure dovute all’emergenza Covid. In Lombardia, dove i posti erano 450 + 30 % di idonei, sono stati ammessi agli orali solo 207 concorrenti su 1.080: solo il 15%. Una percentuale scandalosa e piuttosto anomala rispetto a quella del Friuli, 34,4%; Liguria, 49,7%; Piemonte, 42,5%; Veneto, 37,5%; Campania, 86,6% di ammessi dallo scritto all’orale. La bocciatura di circa l’85% dei candidati laureati che con immani sacrifici hanno affrontato 11 materie e due anni di percorso concorsuale, risulta paradossale se si considera che, ad oggi, il ruolo di DSGA è stato ricoperto, in gran parte, da semplici diplomati. Risulta evidente che tale dato sia il risultato di un lavoro lacunoso e superficiale della Commissione giudicatrice, le cui valutazioni sono state frettolose, irrazionali e del tutto illogiche. In Lombardia, la recente pubblicazione delle graduatorie di merito evidenzia, ancora, la presenza di un numero di posti vuoti pari a 667 unità (Fonte Anquap). Resta il fatto che è stato indetto un concorso con lo scopo (apparente) di rendere le scuole più efficienti, ma nella fattispecie c’è stato un evidente e consistente impiego di denaro pubblico, un possibile danno erariale che sarà valutato nelle sedi opportune. Intanto attendiamo fiduciosi la pronuncia del TAR Lombardia. I partecipanti Concorso Dsga Lombardia

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