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Uno dei violentatori che mette la droga nel bicchiere nel locale dal video a circuito chiuso

Uno dei violentatori che mette la droga nel bicchiere nel locale dal video a circuito chiuso

Le mettono la droga dello stupro nel bicchiere e la violentano in tre: incubo per una 21enne

E' questo il terribile incubo che ha vissuto una ragazza italiana di 21 anni. Tre arresti

Si fida di un 'amico' e accetta di trascorrere una serata all'interno di un pub in compagnia di altri due ragazzi. Sembra una cena tranquilla ma la giovane viene drogata dal trio con del benzodiazepine. Glielo mettono di nascosto per tre volte nel bicchiere. Quando la 21enne perde la memoria e la volontà, i tre la rinchiudono in un appartamento a Bellusco, in Brianza, e la violentano a turno e ripetutamente per tutta la notte.

Il video: il momento in cui la giovane viene drogata

E' questo il terribile incubo che ha vissuto una ragazza italiana, che all'epoca dei fatti, avvenuti tra il 13 e 14 aprile del 2017, aveva 21 anni. I suoi carnefici sono - stando all'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giovanna Campanile, tre italiani: Mario Caputo 47enne di San Donato, Marco Coazzotti 28enne di Casorate Primo e e Guido Guarnieri 21enne di Milano. I primi due hanno precedenti penali specifici. Il loro arresto è stato il coronamento delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Porta Monforte, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e dal pm Gianluca Prisco.

Il lavoro degli inquirenti è complicato: ricostruire quello che è successo a partire dal racconto e dai ricordi opachi della vittima. Quando la giovane riprende i sensi, si ritrova tramortita e indolenzita. Allora - spiegherà la 21enne ai militari - i suoi 'amici' le spiegano di averla soccorsa e la rimproverano per aver usato della cocaina, cosa che lei è sicura di non aver mai fatto.

Lei ha amnesie, non riesce a capire. Ricorda solo di essere uscita a mangiare al "Why Not Next", un locale in via Crema. Nella sua mente affiorano solo alcuni flash: sa di aver implorato più volte. Le rimbomba in testa la sua voce mentre diceva: "Basta, basta".

Per quello, dopo il suo definitivo risveglio, attorno alle 10.30 del 14 aprile, si convince ad andare subito dai carabinieri. Gli specialisti della clinica Mangiagalli certificano la presenza elevatissima della droga - nota come dello stupro - nel suo sangue, oltre alla violenza sessuale subita. Immediatamente vengono fatti dei tamponi vaginali e anali per trovare tracce biologiche che possano indirizzare le indagini. I tempi veloci della denuncia e delle analisi sono la chiave. Vengono isolati due campioni di Dna maschile. E gli inquirenti cominciano a ricostruire la serata.

Fortunatamente il locale in questione ha delle ottime telecamere di sicurezza (il video). I titolari collaborano pienamente con la macchina investigativa. Dai frame registrati dal sistema di video sorveglianza i militari individuano i tre compagni di cena della 21enne. Nelle immagini è chiaro anche il momento in cui le versano la droga nel bicchiere. Si tratta di un tranquillante presente in molti psicofarmaci ma che se preso in sovradosaggio può portare a conseguenze gravissime. Quando la ragazza è fuori di sé, gli 'amici' la portano in un appartamento, l'abitazione di uno di loro, e lì la violentano per ore e ore.

Le tracce di Dna inchiodano due dei responsabili, i più giovani, che vengono arrestati il 30 novembre. Il terzo, che aveva utilizzato un preservativo, viene incastrato dalle telecamere e dalle indagini approfondite - con intercettazioni - degli specialisti della Compagnia dei carabinieri, gli stessi che nei mesi scorsi erano riusciti a trovare alias 'Cavallo', un finto tassista che aveva stuprato una turista canadese nei pressi del parco Lambro di Milano. I tre arrestati sono persone normali, stando agli investigatori, ma avevano premeditato tutto: una certezza che rende, se possibile, ancor più terribile l'intera vicenda.

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