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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Tabaccaio suidica, si indaga tra i suoi creditori per strozzinaggio

Si è suicidato ieri mattina nello scantinato del suo bar, perché sommerso dai debiti. Ha lasciato tre biglietti: uno alla moglie, uno all’avvocato e uno all’amico carabiniere. Proprio in quest’ultimo il nome di un creditore. La polizia indaga su un possibile strozzinaggio

Si stanno svolgendo le indagini sul caso del tabaccaio che si è suicidato nello scantinato del suo bar ieri mattina. L’uomo sembra, dai primi rilievi, abbia compiuto l’estremo gesto perché attanagliato dai debiti.

La polizia sta cercando di capire ora se i creditori dell’uomo lo pressassero per riavere il denaro o se lo stessero sottoponendo a pratiche di strozzinaggio.

Prima di suicidarsi, Andrea Sannicandro ha lasciato tre biglietti, uno destinato alla moglie, uno al suo avvocato ed uno ad un carabiniere di sua conoscenza. Dai biglietti non emerge nessun riferimento ad un probabile strozzinaggio, ma la polizia è intenzionata ad andare in fondo a tutta la faccenda.

In uno dei biglietti infatti, il barista ha fatto il nome di uno dei suoi principali creditori, il titolare di una srl di Brescia: “Ho dato degli assegni a xxx che ha rovinato la mia vita e quella della mia famiglia” si legge nella missiva indirizzata al carabiniere, mentre all’avvocato la richiesta è stata quella di tutelare moglie e il figlio, dopo la sua morte.

Il gestore del locale avrebbe a suo carico diversi protesti, un mutuo e precedenti prestiti: si presume quindi che l’uomo si sia sempre rivolto al circuito legale del credito per risolvere i suoi problemi economici.

Ora quindi la polizia dovrà stabilire se l’uomo subiva strozzinaggio o meno. Quello che si sa per certo è che la famiglia non aveva la minima idea della situazione disperata in cui il barista si trovava. 
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