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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Porta Nuova / Piazza della Repubblica

Sciopero della scuola: lungo corteo di studenti e professori a Milano

Sono arrivati autobus dall'Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Trentino e dal Veneto

Scendono in piazza anche a Milano i sindacati, gli insegnanti e gli studenti che si oppongono al disegno di legge del governo sulla "Buona scuola". Perché per i manifestanti di buono in questa riforma non c'è praticamente nulla. Uno sciopero nazionale così non lo si vedeva dal 2007, quando sindacati autonomi e confederali avevano deciso di unirsi per tutelare la scuola pubblica. C'è stato il movimento contro la riforma Moratti, l'onda contro la Gelmini. Ma nulla aveva unito Cgil, Cisl, Uil, sindacati di base, precari e studenti come il provvedimento tanto voluto dal premier Renzi.

Al nord la capitale dello sciopero è Milano, dove sono arrivati autobus dall’Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Trentino e dal Veneto. Il corteo da piazza Repubblica fino all'Arco della pace in piazza Sempione, dove si farà un lungo sit-in. 

Sciopero contro la “buona scuola” di Renzi: il corteo a Milano

Domenico Pantaleo, segretario Flc Cgil, spiega le ragioni dei confederali: "La riforma dell'esecutivo è inaccettabile e incostituzionale in molte parti: nega il diritto allo studio e allarga le disuguaglianze sociali e territoriali. Inoltre finanzia ulteriormente le scuole private". In effetti nel disegno di legge prevede nuove forme private di finanziamento dell'istruzione: il 5 per mille dalle dichiarazioni dei redditi a favore delle scuole frequentate dai figli, elargizioni in denaro da parte di privati cittadini e, solo per le paritarie, la detrazione fiscale fino a 400 euro all'anno per le spese sostenute per le rette. 

Poi c'è la spinosa questione dei precari, anche se il governo ha annunciato più volte 100mila assunzioni: "Nelle promesse dovrebbero cancellare il precariato della scuola, ma la proposta governativa non dà le risposte attese sul precariato - spiega Massimo Di Menna, della Uil scuola - Ci sono insegnanti precari che hanno superato prove e corsi a pagamento per l'abilitazione e che insegnano da anni, per i quali è previsto il licenziamento", dice Di Menna. 

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