Trenord: la Regione cancella gli abbonamenti "solo treno", stangata per i pendolari

La motivazione è accelerare con l'integrazione tariffaria. Ma c'erano cinque anni di tempo

I pendolari che usano solo il treno a Milano e Monza (e nelle rispettive province) devono prepararsi a una stangata sull'abbonamento a partire dal 1 ottobre 2019. Gli aumenti toccheranno anche il 40% in più. La cosa non ha direttamente a che fare con l'aumento del biglietto Atm a 2 euro, ma per alcuni è una guerra della Regione nei confronti del Comune di Milano (e dell'Autorità di Bacino).

E la famosa integrazione tariffaria, che è stata sempre sbandierata in ogni programma elettorale di ogni forza e coalizione politica, rischia di diventare una vera e propria beffa per alcuni pendolari. Non per colpa dell'integrazione tariffaria in sé, ma per scelte puramente politiche degli enti territoriali che fissano le tariffe per quel che loro compete. Facciamo però qualche passo indietro, per spiegare bene che cosa sta succedendo.

Dal 15 luglio è entrato in vigore il nuovo sistema tariffario integrato (valido cioè a prescindere dal mezzo e dall'azienda che lo gestisce) del trasporto pubblico nel bacino di Milano e Monza, stabilito dall'Autorità di Bacino. In questo contesto c'è anche il nuovo biglietto "base" a 2 euro per tre zone (che quindi è valido non solo a Milano città, come il vecchio biglietto urbano, ma anche in una ventina di Comuni dell'hinterland).

L'entrata di Trenord nel sistema integrato

Trenord, all'ultimo momento, è entrata nel sistema integrato, pertanto i titoli di viaggio (biglietti e abbonamenti) valgono sicuramente anche a bordo dei treni. Ma, come denunciato da MilanoToday, non vende i suddetti titoli nelle proprie stazioni, costringendo i pendolari a procurarseli altrove. La spiegazione ufficiale dell'azienda è che quei titoli "non fanno parte" del loro sistema di tariffe, eccetto l'ex biglietto urbano (quello che ora costa 2 euro e vale anche nell'hinterland), che infatti viene regolarmente venduto da Trenord. Una spiegazione che convince dal punto di vista formale ma rende complicata la vita dal punto di vista sostanziale ai viaggiatori.

E ora l'ultima novità: l'assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi ha fatto approvare in giunta una delibera che, oltre a ratificare quell'accordo, cancella i biglietti e gli abbonamenti "solo" ferroviari nelle tratte interne al Milanese e alla Brianza, a parte poter usare gli abbonamenti già emessi fino alla loro scadenza. L'Autorità di Bacino ha già fatto notare che l'integrazione può essere completata in cinque anni, quindi questa fretta appare come una forzatura non necessaria, anche se l'assessore Claudia Terzi dà la colpa proprio all'integrazione tariffaria e alla "fretta" di compierla (attribuendone la responsabilità al Comune di Milano).

Abbonamenti integrati meno convenienti

Tiriamo le somme. Per il momento, come si è visto, i viaggiatori che prendono il treno per arrivare a Milano non possono procurarsi nelle stazioni Trenord i biglietti integrati perché "non compresi" nel piano tariffario di Trenord, il che significa stangate. Già, perché per esempio da Vanzago a Milano (4 zone) il nuovo biglietto integrato costa 2,40 euro e consente di viaggiare anche sui mezzi Atm in città, mentre il biglietto soltanto ferroviario costa 2,90 euro.

Succede l'esatto contrario per gli abbonamenti: quelli "solo treno" attualmente acquistabili costano nettamente meno di quelli integrati, per cui se a un utente serve solo il treno (perché magari lavora o studia in prossimità delle stazioni, o a Milano preferisce muoversi con il bike sharing o a piedi), quell'utente pagherà di più da ottobre, quando gli abbonamenti "solo treno" saranno stati cancellati.

"Eppure c'erano 5 anni di tempo"

E la politica, come detto, si divide sull'urgenza della "mossa" della Regione. Se l'assessore Claudia Terzi ne approfitta per attaccare il Comune di Milano («avesse avuto meno fretta di imporre l'aumento, si sarebbero scongiurate storture che avevamo paventato da subito»), il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati replica che «si potevano tenere in vita biglietti e abbonamenti fino al 2024 e invece è stato scelto di aumentarli». Terzi promette però che a ottobre, nel momento in cui gli abbonamenti "solo treno" saranno cancellati, saranno anche pronte alcune agevolazioni per gli utenti, che quindi alla fine risparmieranno sul prezzo complessivo degli abbonamenti integrati. Resta da vedere come saranno strutturate le agevolazioni.

Sul tema è intervenuto anche Marco Granelli, assessore del Comune di Milano alla mobilità, parlando esplicitamente di «beffa per i pendolari di Trenord con ricatto da 12 milioni l'anno a Milano e a tutti i Comuni». Granelli spiega che, a parte la previsione di legge (2012, Formigoni) e di regolamento (2014, Maroni) per la quale ci deve essere un solo biglietto (o abbonamento) per tutti i viaggi treno bus e metropolitana, le agenzie possono prevedere («anche al termine del periodo transitorio e per un periodo massimo di 5 anni») la coesistenza di titoli non integrati, per poter nel tempo rendere convenienti i titoli integrati.

Una transizione non penalizzante per gli utenti, insomma. Che però di fatto non viene ora applicata dalla Regione.

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Lo sfogo di Granelli: "Beffa con ricatto"

Granelli ricorda anche che dall'ottobre del 2018 il Comiune di Milano ha chiesto alla Regione Lombardia di togliere solo i TrenoMilano e TrenoMonza, che costando come i nuovi integrati sarebbero solo dei doppioni, lasciando per ora i mensili e gli annuali solo treno per dare ai cittadini la libertà di scelta. «La Regione, silenzio per 9 mesi e poi, ... zac!... il bliz estivo della cicala opportunista, che un mese fa cantava "noi non aumentiamo biglietti e abbonamenti del treno" e poi pensando all'autunno e inverno e avendo bisogno di risorse per far funzionare i treni, si nasconde dietro Milano e Agenzia, toglie dal 1 ottobre biglietti e abbonamenti solo treno, costringendo così 48 mila pendolari che usano solo il treno ad acquistare solo titolo integrato, e con quei soldi (almeno 10 milioni all'anno) sistema le casse di Trenord (per un po’)».

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