Abbonamenti solo treno aumentano, guerra in Regione. La Lega: "E' colpa del Pd"

Bocciata una mozione di Bussolati (Pd). Si potrà chiedere il rimborso dell'aumento, ma solo per 9 mesi all'anno e con una procedura non semplice

Pendolari su un treno

Tiene ancora banco il tema dei pendolari che utilizzano solo il treno per arrivare a Milano. Per loro l'abbonamento aumenta, perché dovranno acquistare un abbonamento integrato del nuovo sistema tariffario. Soltanto nei giorni scorsi la Regione e Trenord hanno cercato di correre ai ripari istituendo un rimborso (inizialmente si era saputo per 9 mesi massimi all'anno, ma poi Trenord ha ritrattato correggendo la comunicazione e confermando che i mesi di rimborso saranno 12).

Il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una mozione di Pietro Bussolati (Pd) che puntava a cercare di risolvere in altro modo e più radicalmente questo problema. La maggioranza di centrodestra ha votato contro e Andrea Monti della Lega ha rivendicato in pieno la scelta. 

«Avevamo ammonito molti mesi fa rispetto ai rischi di una introduzione frettolosa della tariffazione unica, che avrebbe penalizzato in maniera eccessiva gli utenti che utilizzano solo il treno», afferma Monti: «Ma Giuseppe Sala aveva come obiettivo solo quello di aumentare il biglietto Atm a 2 euro, e di conseguenza ha ordinato a tutto il Pd, specie a quello regionale, di raccontare che l'operazione era bella e positiva». Secondo Monti, i "monomodali", cioè quelli che usano solo il treno, sono circa 40 mila, e «il Pd è totalmente responsabile di questa scelta».

Sulle prime la Regione aveva annunciato che per i pendolari "solo-treno" l'abbonamento non sarebbe aumentato, ma la soluzione trovata prevedeva appunto un rimborso complicato da ottenere (per la procedura) e soprattutto parziale (9 mesi all'anno, anche se dopo qualche giorno Trenord ha reso noto che vi era stato un errore di comunicazione e i mesi di rimborso saranno 12). Tanto che l'Agenzia di bacino ha "tuonato" a Trenord di migliorare assolutamente il sistema di rimborso.

Come chiedere il rimborso

Chiedere il rimborso è un po' macchinoso e servono diversi documenti. «La richiesta di rimborso - spiega Trenord - potrà essere inoltrata tramite una sezione dedicata sul sito di Trenord (attualmente non disponibile, ndr) inserendo i propri dati personali, il certificato di residenza, la copia del documento di identità e della tessera sanitaria, l’autodichiarazione di non utilizzo dei mezzi Tpl del bacino, la certificazione su carta intestata del datore di lavoro oppure l’autocertificazione dell’utente che attesti l’utilizzo dell’abbonamento solo treno e, infine, il proprio Iban per l’accredito del rimborso».

La società ferroviaria fa sapere che «Il rimborso sarà erogato dopo verifica elettronica che gli abbonamenti annuali o mensili siano stati effettivamente utilizzati sulle sole tratte ferroviarie e non su altri operatori del bacino di mobilità. I viaggiatori che decideranno di utilizzare gli abbonamenti anche sui mezzi diversi dal treno, non dovranno inoltrare alcuna altra dichiarazione e decadranno automaticamente dal beneficio richiesto».

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