Cronaca

Accoltellati in Centrale: italo-tunisino indagato anche per terrorismo

Nuovo capo d'accusa per il 20enne che ha accoltellato un agente Polfer e due militari dell'esercito durante un normale controllo dei documenti

Ismail Tommaso Hosni

E' indagato per terrorismo internazionale Ismail Tommaso Hosni, il ventenne di nazionalità italiana che ha accoltellato un caporal maggiore dell'esercito, un soldato semplice ed un agente della polizia ferroviaria poco dopo le otto di sera di giovedì 18 maggio in Stazione Centrale, a Milano, durante un normale controllo di documenti.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo per terrorismo in merito al suo profilo Facebook (frattanto oscurato), su cui aveva condiviso alcuni video Youtube dell'Isis commentando anche in senso positivo. Immediatamente dopo il fermo (da parte dagli stessi tre operatori del servizio "strade sicure" che erano stati appena feriti da lui) si era parlato della sua barba, che tuttavia ovviamente non può essere considerata di per sé indizio di radicalizzazione.

Ed infatti ancora nella mattinata del 19 maggio il questore di Milano Marcello Cardona assicurava ai giornalisti che non vi fossero, al momento, elementi per indicare in Hosni un estremista islamico. Ma il suo profilo Facebook e i video dell'Isis erano già noti. 

VIDEO: Il momento dell'accoltellamento.

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Nel frattempo, il caporal maggiore è stato dimesso dal Sacco con prognosi di sette giorni. Dimesso anche, nella mattinata di venerdì, l'agente della Polfer dal Fatebenefratelli che però, recatosi nel pomeriggio a visitare - al Sacco - il soldato semplice ancora ricoverato (ha una ferita più profonda e seria, ma non è in pericolo di vita), si è sentito male ed è stato portato in ambulanza all'ospedale militare di Baggio, dove trascorrerà la nottata di sabato. 

Video: Il caos dopo l'accoltellamento.

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Hosni, nato a Milano nell'agosto del 1996 da padre tunisino e madre italiana,

ha trascorso in Tunisia gran parte della sua vita, per fare ritorno nel nostro - e suo - Paese nel 2015, o così ha spiegato lui stesso in questura. A novembre 2016 è stato arrestato nella zona della Stazione Centrale perché sorpreso a cedere sostanze stupefacenti. Come dimora ha indicato agli agenti un furgoncino parcheggiato in zona Quarto Oggiaro, che è stato già ispezionato. 

La sua è una famiglia obiettivamente difficile, come ha precisato Cardona in conferenza stampa. La madre - che vive a Ischitella, sul Gargano, e con cui Ismail Tommaso Hosni di fatto non ha avuto rapporti - è stata condannata a otto anni per violenza privata, maltrattamenti e atti sessuali con minori. Nel 2006 ha finito di scontare la pena. Il padre ha precedenti per stupro, danneggiamenti, furto e ricettazione. Ai poliziotti e al suo difensore d'ufficio ha spiegato di essere solo e di sentirsi abbandonato. Ha raccontato di avere vissuto in strada anche in Tunisia e di essersi poi deciso a tornare in Italia per cercare di rifarsi una vita. 

L'indagine per terrorismo è una scelta tecnica della procura di Milano, al fine di "scandagliare" il profilo Facebook del ventenne (frattanto oscurato) per capire meglio il legame con la radicalizzazione. Di fatto, il primo video inneggiante all'Isis, Hosni l'ha condiviso nel settembre del 2016. E' possibile che ci si trovi di fronte ad un ragazzo isolato, con una storia difficile e un presente tra piccolo spaccio e stenti, che cerca più che altro di identificarsi in qualcosa di forte, ma saranno le indagini a dirlo con certezza.

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