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Domenica, 2 Ottobre 2022
Le indagini / Rescaldina

Sventrano un ragazzo con una coltellata fuori da un locale: arrestati

Dopo mesi e mesi di indagini un gruppo di quattro ragazzi è finito in manette

Urla, spintoni e qualche schiaffo. Poteva finire lì, come una banale lite dentro un locale. E invece fuori dalla discoteca è proseguita. E alla fine, in cinque hanno accoltellato e sventrato un ragazzo, riducendolo in fin di vita. Uno di loro, un 26enne della Repubblica Dominicana è stato arrestato sul momento, il 13 febbraio. Gli altri quattro, invece, sono stati rintracciati soltanto il 20 settembre: dopo mesi e mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (Varese). 

Alle prime luci di martedì, i carabinieri della Compagnia Legnano hanno messo le manette ai quattro. Due di nazionalità italiana, S.C.G. 24enne residente a Noviglio (Milano) e S.V. 21enne di Corbetta (Milano), portati in carcere; e due kosovari, D.A. e S.E. entrambi 25enni e residenti a Magenta (Milano), finiti ai domiciliari. Per tutti, a vario titolo, l'accusa è di aver partecipato al tentato omicidio. La vittima, un ghanese di 26 anni, infatti, se l'è cavata dopo un lungo ricovero.

Il video del momento dell'accoltellamento

La notte del 13 febbraio nel parcheggio davanti al bar-ristorante di via Fratelli d'Italia, a Rescaldina (Milano), al culmine di una lite iniziata proprio all'interno del locale, il gruppo si è scagliato contro il ghanese. Grazie alle testimonianze acquisite sul posto, era stato fermato in quanto indiziato di delitto per tentato omicidio soltanto il centroamericano. Lui, che nel frattempo era andato via con l'auto intestata a sua madre, aveva lasciato la vettura e i suoi abiti pieni di tracce ematiche. Come certificato dalle analisi del Ris di Parma.

Le successive indagini hanno permesso ricostruire dettagliatamente i fatti, ricostruiscono ora i carabinieri: la prima lite - quella nel locale - era stata sedata dagli addetti alla sicurezza dell'attività. Poco dopo, però, mentre la vittima cercava di raggiungere la propria auto, era stato raggiunto dalla gang che a quel punto lo avrebbe accoltellato. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che l'italiano S.C.G., poco dopo l'accoltellamento, si era recato autonomamente presso l'ospedale di Magenta per una profonda ferita a un dito della mano destra.

Il 26enne, operato all'ospedale di Legnano, come messo nero su bianco dai medici, era arrivato al pronto soccorso con una "ferita addominale penetrante con eviscerazione e perforazione intestinale". Solo l'intervento a cui è stato sottoposto d'urgenza gli ha permesso di vivere. Adesso, tutti i responsabili delle sue 'cicatrici' dovranno rispondere davanti ai giudici del tribunale di Busto.

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