Cronaca

Figlio della coppia dell'acido: "Pm e medico fecero bene a toglierlo alla madre"

La procura di Brescia chiede l'archiviazione per il direttore sanitario della Mangiagalli e il pm minorile che scelsero per il distacco immediato del figlio da Martina Levato dopo il parto

Martina Levato

Non fu abuso d'ufficio togliere il figlio di Martina Levato dalla madre e far partire il procedimento immediato di adottabilità: lo pensa la procura di Brescia che ha firmato la richiesta di archiviazione per il pm dei minori Annamaria Fiorillo e per il direttore sanitario della Mangiagalli Basilio Tiso, denunciati dal legale di Alexander Boettcher.

Siamo al 15 agosto 2015. Per qualche giorno, Alexander Boettcher e Martina Levato smisero i panni degli amanti diabolici che, per un piano di "vendetta-purificazione", assaltavano ragazzi con cui lei aveva avuto storie e gettavano loro addosso l'acido. E indossarono i panni del padre e della madre. Il 15 agosto 2015, infatti, nasceva il loro bambino. Mentre il mondo riusciva a commuoversi per il lieto evento (e si spaccava sulla possibilità che venisse lasciato alla madre), venne disposto il distacco immediato. 

Quel giorno i genitori si trovavano in carcere, già condannati per l'aggressione a Pietro Barbini, l'ultima delle loro vittime. Levato venne prelevata il 13 agosto e portata da San Vittore alla Mangiagalli proprio per partorire. Il 14 agosto Tiso, consapevole della particolare situazione della futura mamma, scrisse una lettera alla procura dei minorenni per capire come dovesse comportarsi con il bambino. La Fiorillo, pm di turno, rispose ordinando l'immediata apertura del procedimento di adottabilità e l'affidamento temporaneo ai servizi sociali del comune di Milano. Dispose anche che fossero «evitati rapporti della madre con il figlio».

Un botta e risposta che non piacque al padre del bimbo, Boettcher, che dal carcere decise di denunciare il medico e il pm minorile per abuso d'ufficio. Secondo il legale di colui che si autodefiniva "l'uomo-diavolo", questo scambio epistolare era avvenuto prima che il tribunale dei minorenni aprisse ufficialmente un procedimento. 

Ma i pm di Brescia, nella richiesta di archiviazione, respingono la tesi dell'abuso d'ufficio: sarà anche stato "anomalo" o "irrituale", ma tutto è avvenuto per la tutela del nascituro, quindi per un interesse superiore. A cavallo di ferragosto, del resto, sarebbe stato impossibile per il tribunale dei minorenni aprire un procedimento ufficiale; e la madre del bimbo viene giudicata "di alto profilo criminale", di qui la necessità di assumersi la responsabilità di una decisione immediata anche se difficile. 

Il procedimento di adottabilità è comunque fermo. Il figlio della "coppia dell'acido" è in comunità e gli psicoterapeuti stanno incontrando i genitori in vista di una decisione definitiva sulla possibilità che siano un buon padre e una buona madre per il piccolo.

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