Legnano, aggredì e sfigurò con l'acido l'ex ragazzo: il giudice respinge il patteggiamento

Il gup del tribunale di Busto Arsizio ha respinto il patteggiamento a 5 anni di reclusione

Nessun patteggiamento. Il gup del tribunale di Busto Arsizio, Piera Bossi, ha respinto la richiesta a cinque anni di reclusione per Sara Del Mastro, la donna di 38 anni che il 7 maggio a Legnano aggredì e sfigurò con l'acido l'ex fidanzato Giuseppe Morgante (30 anni). La decisione è stata presa nella giornata di giovedì 19 dicembre.

"Il giudice ha detto che la pena non era congrua", ha spiegato il legale di parte civile Domenico Musicco che si è fortemente opposto alla negoziazione. "Sono soddisfatto, ora vedremo il processo", ha dichiarato Morgante, presente in aula. E a sorpresa anche la 38enne che lo aveva aggredito si è presentata in tribunale.

L'udienza preliminare per il processo è stata fissata il prossimo 14 gennaio, nei prossimi giorni un nuovo giudice sarà chiamato a decidere se accettare la richiesta di processo abbreviato, formulata giovedì mattina in subordine dal legale della donna Pierpaolo Proverbio, o se si andrà al dibattimento.

L'aggressione con l'acido

Tutto era accaduto nella serata di martedì 7 maggio in via Dei Pioppi a Legnano, alle porte della cittadina dell'hinterland di Milano. Del Mastro, che perseguitava da diversi mesi Morgante, aveva seguito per l'ennesima il 29enne che era uscito alle 20.30 dalla fabbrica in cui lavorava. Non vedendolo arrivare a casa la madre lo aveva chiamato preoccupata e così il ragazzo le aveva raccontato di essere pedinato.

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Giuseppe aveva così deciso di andare verso casa, il fratello gemello e la madre, per sicurezza, lo avevano aspettato davanti al portone. L'agguato era avvenuto in una frazione di secondo: quando Giuseppe aveva parcheggiato ed era sceso dall'auto, Sara lo aveva invitato dal finestrino ad avvicinarsi "per chiedere scusa". In pochi attimi gli aveva scagliato un bicchiere di acido in faccia. Poi lei se ne era andata a bordo della sua auto e aveva raggiunto la caserma dei carabinieri dove aveva denunciato tutto quello che era accaduto, mentre lui era stato soccorso e accompagnato prima all'ospedale di Legnano e poi al Niguarda con ustioni sul torace, sul braccio sinistro e sul viso.

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