Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Acqua pubblica: Scendono in campo Gaffuri, Martina e Pisapia

Questa mattina, davanti al Pirellone, ci sarà la mobilitazione contro il progetto di legge che prevede la privatizzazione dei servizi idrici in Lombardia. Gli esponenti del centrosinistra promettono battaglia contro la proposta

"I Comuni non possono essere espropriati dal loro ruolo sulla gestione idrica". E' quanto sostengono il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia, Luca Gaffuri, e il segretario regionale del Pd Maurizio Martina, in attesa della mobilitazione di questa mattina, fuori dal Pirellone, del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica che annuncia battaglia contro il progetto di legge sui servizi idrici di cui dovrà discutere la Giunta.

"Occorre - affermano i due esponenti del Partito Democratico, che oggi sarà presente al presidio con alcuni suoi rappresentanti - una collaborazione effettiva tra tutti i livelli istituzionali e ai comuni lombardi, che gestiscono da anni, spesso in maniera efficiente, il servizio, deve essere data l'opportunità di partecipare alle decisioni. Altrimenti si profila il rischio di una legge nella quale gli enti locali perdono la loro funzione". Secondo Gaffuri e Martina, poi, "non è giustificato, invece, il ruolo assegnato alle province dalla legge sull'acqua, tanto più da forze politiche che hanno fatto una battaglia per l'abolizione delle stesse".

D'accordo con la posizione dei due politici di centrosinistra anche Giuliano Pisapia, candidato alle prossime elezioni comunali: "Non solo a Milano, ma in tutta la Lombardia l'acqua e la gestione degli acquedotti e della rete idrica debbono rimanere pubblici - ha affermato Giuliano Pisapia, candidato sindaco a Milano - Non si può permettere - ha spiegato - che un bene di tutti possa diventare uno strumento di profitto per i privati. Togliere ai Comuni il potere di decidere sui piani di investimento e sulle tariffe, a beneficio delle Province, significa esporre i consumatori al rischio di dover pagare delle bollette notevolmente più alte".

Pisapia ha precisato a questo proposito che: "Dove questo provvedimento è già passato, in Toscana, nel Lazio, a Roma, le tariffe sono di gran lunga superiori a quelle attuali di Milano (60 centesimi al metro cubo). L'approvazione della proposta di legge regionale sarebbe non solo dannosa per tutti i cittadini ma sarebbe anche paradossale nella Regione il cui capoluogo ha, in Europa, il costo dell'acqua più basso in assoluto - ha aggiunto il candidato a sindaco di Milano - E', piuttosto, doveroso creare maggiori ed efficaci strumenti di controllo per evitare gli sprechi le perdite nella rete che, seppur minori che in altre zone, sono di oltre l'11%. Per evitare lo scempio di una legge regionale irrazionale e controproducente ci deve essere la più ampia mobilitazione che, come avvenne nel 2006 contro una legge regionale di analogo contenuto, portò alla sua cancellazione".

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