Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Maxi sciopero della sanità lombarda, cliniche al palo. I sindacati: "Non ci fermeremo"

Manifestazione davanti alla sede di Assolombarda a Milano. I dettagli dello sciopero

Ambulatori chiusi e una adesione all'80% alla Multimedica di Milano e all’Auxologico, chiusura totale delle sedi della Clinica Zucchi a Monza e Carate Brianza. E ancora: 70% di adesione alla Humanitas di Milano e al San Carlo di Paderno. Hanno aderito massicciamente le lavoratrici e i lavoratori della sanità lombarda alla giornata di sciopero generale proclamata per martedì 18 giugno da Fp Cgil – Cisl Fp e Uil Fpl (i dati sui disservizi sono stati resi noti dalle parti sociali con un comunicato).

"Non ci fermeremo. La mobilitazione prosegue fino al rinnovo del contratto nazionale che è al palo da 13 anni", hanno chiosato i sindacati in una nota congiunta. Lo aspettano "oltre 50 mila" operatori in Lombardia e "circa 200 mila" in Italia. "Come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Lombardia siamo e saremo al loro fianco nel sostenere ancora insieme" le richieste: rispetto al settore pubblico "stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario".

Il presidio sotto la sede di Assolombarda a Milano è stato "molto partecipato, colorato, determinato — hanno riportato i sindacati —. Dal gazebo allestito sono intervenuti lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati provenienti da tutti i territori della Lombardia, per ribadire che non è più sostenibile questo blocco contrattuale. Le controparti Aris e Aiop sostengono di dover ricevere finanziamenti dalla Regione, ma intanto fanno profitti senza riconoscere quanto dovuto ai propri dipendenti, cioè operatrici e operatori che ogni giorno fanno andare avanti i servizi e che in tutti questi anni hanno anteposto il loro senso di responsabilità e il servizio di cura verso le persone. Non solo: in tutti questi anni hanno anche fatto sacrifici per venire incontro a situazioni di crisi, alle difficoltà delle aziende sanitarie private subendo tagli di personale, mancato riconoscimento di straordinari, appesantimento dei carichi di lavoro".

Le sigle sindacali chiedono "un rinnovo dignitoso" del contratto, "che preveda il giusto riconoscimento salariale e professionale, il riconoscimento di nuovi diritti anche alla luce delle nuove norme. Dalla piazza di oggi, tra le diverse rivendicazioniaffermate - hanno sottolineato le sigle — c'è stata quella di vedere equiparato il contratto della sanità privata a quello della sanità pubblica".
 

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