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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

"Mancano 35 milioni": e il centro d'eccellenza contro i tumori rischia di chiudere

E' il Cnao di Pavia, uno dei quattro al mondo a praticare la terapia con ioni di carbonio

Dovrebbe essere considerato un fiore all'occhiello in Italia, ma rischia la chiusura se non si troveranno 35 milioni di euro. Parliamo del Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia. Ideato dal Cern e istituito senza scopro di lucro nel 2001 dal ministero della salute, è specializzato nella cura dei tumori non operabili o resistenti alla radioterapia tradizionale.

Al paziente vengono inviati fasci di "adroni", particolari particelle che possono essere protoni e ioni carbonio opportunamente accelerati. Gli ioni carboniio sono considerati le particelle più potenti contro i tumori e vengono usati in quattro centri in tutto il mondo: oltre a quello di Pavia, gli altri tre sono in Germania, Giappone e Cina.

Il centro di Pavia non è solo l'unico in Italia per gli ioni carbonio ma anche il più importante per la protonterapia: gli altri centri (Trento e Catania) seguono molti meno pazienti del Cnao, che è arrivato a 380 malati.

Scienziati e divulgatori sono preoccupati e hanno inviato un appello al ministero della salute e alla regione Lombardia affinché si provveda a trovare i 35 milioni di euro che mancano. Tra i firmatari, l'oncologo Umberto Veronesi, il Nobel Carlo Rubbia e il futuro direttore generale del Cern, Fabiola Gianotti. Ma anche Silvio Garattini, direttore del Mario Negri di Milano, Lamberto Maffei (Accademia dei Lincei), Emilia Chiancone (Accademia nazionale delle scienze).

Intanto in consiglio regionale è stata approvata all'unanimità una mozione in cui si chiede al governo di "salvare" il Cnao.

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