Aggredì con l'acido il suo ex: voleva fargli bloccare il servizio delle "Iene"

La donna aveva già pedinato e minacciato l'ex, ma non sopportava di finire in tv. Le motivazioni della sentenza

Sara Del Mastro, condannata a sette anni e dieci mesi di reclusione per avere aggredito con l'acido il suo ex fidanzato Giuseppe Morgante a Legnano, ha agito per tentare di scongiurare che andasse in onda il servizio delle "Iene" sul loro caso. Con una figlia ai servizi sociali e un disturbo borderline diagnosticato, anche se è stata appurata la sua capacità d'intendere e volere nella commissione del reato, la donna era spaventatissima dall'idea che la vicenda dello stalking nei confronti di Morgante finisse in tv.

Lo si evince dalle motivazioni della sentenza di condanna, recentemente depositate. La donna era molto preoccupata soprattutto di perdere la potestà genitoriale già in bilico. Morgante si era già rivolto ai carabinieri per gli episodi di stalking, tra cui i pedinamenti e le minacce attraverso i social network. Quando le giornaliste delle "Iene" hanno avvicinato la donna facendole domande, sulle prime lei non aveva capito che vi fosse la telecamera accesa.

Resasi conto che tutt'Italia avrebbe visto e conosciuto la vicenda, acquistò l'acido (con la scusa di sturare il lavandino) e avvicinò l'ex, compiendo il gesto che ha decisamente peggiorato la sua posizione processuale. La donna deve anche versare una provvisionale di risarcimento di 20mila euro all'ex, il cui avvocato ha annunciato un ricorso per ottenere di più.

L'aggressione con l'acido

Tutto era accaduto nella serata di martedì 7 maggio 2019 in via Dei Pioppi a Legnano, alle porte della cittadina dell'hinterland di Milano. Del Mastro, che perseguitava da diversi mesi Morgante, aveva seguito per l'ennesima il 29enne che era uscito alle 20.30 dalla fabbrica in cui lavorava. Non vedendolo arrivare a casa la madre lo aveva chiamato preoccupata e così il ragazzo le aveva raccontato di essere pedinato.

Giuseppe aveva così deciso di andare verso casa; il fratello gemello e la madre, per sicurezza, lo avevano aspettato davanti al portone. L'agguato era avvenuto in una frazione di secondo: quando Giuseppe aveva parcheggiato ed era sceso dall'auto, Sara lo aveva invitato dal finestrino ad avvicinarsi "per chiedere scusa".

In pochi attimi gli aveva scagliato un bicchiere di acido in faccia. Poi lei se ne era andata a bordo della sua auto e aveva raggiunto la caserma dei carabinieri dove aveva denunciato tutto quello che era accaduto, mentre lui era stato soccorso e accompagnato prima all'ospedale di Legnano e poi al Niguarda con ustioni sul torace, sul braccio sinistro e sul viso.

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