Cronaca Stadera / Via Giulio Carcano

Aggredì l'ex con l'acido, Martina Levato chiede scusa: "Ho provocato dolore"

La bocconiana, prima della sentenza, ha reso dichiarazioni spontanee

Si è detta pentita e ha chiesto scusa a Pietro Barbini e ai suoi familiari: è Martina Levato, la studentessa della Bocconi imputata per avere aggredito con l'acido il 22enne suo ex fidanzato, il 28 dicembre in via Giulio Carcano, insieme all'amante Alexander Boettcher. I due rispondono di lesioni gravissime con le aggravanti dei motivi abietti, della premeditazione e della crudeltà: il pm Marcello Musso ha chiesto per loro 15 anni di carcere.

E' la prima volta che la ragazza mostra un segno di pentimento per l'aggressione. La giovane ne ha parlato - a porte chiuse - durante un'udienza, chiamando anche in causa Alexander, ma aggiungendo che la vittima, in precedenza, aveva avuto un "atteggiamento persecutorio" nei suoi confronti, molestandola con diversi sms e messaggi Whatsapp nei quali il 22enne criticava il rapporto con Alexander e minacciando di divulgare particolari intimi del rapporto a conoscenti comuni, tra cui ex compagni di scuola.

Martina avrebbe spiegato che la sua è stata "una reazione spropositata che ha provocato molto dolore". Alexander ha invece presentato una memoria difensiva di 45 pagine. La sentenza è attesa per il pomeriggio dell'11 giugno.

Martina e Alexander sono accusati anche di altre due aggressioni con acido, che non rientrano in questo procedimento: lo "scambio di persona" del 2 novembre, quando il 25enne Stefano Savi venne scambiato per il fotografo 25enne Giuliano Carparelli, e poi quella contro quest'ultimo il 15 novembre. Ad agosto nascerà il bambino che Martina porta in grembo, e che è di Alexander, la cui moglie (un'ex modella croata) ha di recente chiesto la separazione.

Nel memoriale di Alexander, riferito dal suo legale, c'è invece un'altra storia. Il broker immobiliare ha raccontato di un patto, a settembre 2014, tra i due amanti, con la proposta di Martina di andare in carcere dieci anni "a redimersi" (e Alexander precisa di non avere mai saputo "in che modo intendesse finire in carcere") ma in cambio di un figlio. "Le ho risposto che mi sembrava una cosa giusta", ha scritto Alexander nel memoriale difensivo. 

La difesa di Alexander ha chiesto l'assoluzione perché il giovane "non era consapevole" dell'aggressione al 22enne, mentre la difesa di Martina ha chiesto il riconoscimento del vizio parziale di mente contando sulla perizia che aveva definito la bocconiana "borderline" nella personalità.

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