Milano, follia in metro: senza biglietto picchia tutti per fuggire, feriti controllori e un agente

La follia mercoledì in Duomo. Arrestato un 22enne, che cercava di scappare dai controlli

I controllori feriti

Quando ha capito di essere "in trappola", è andato completamente fuori di testa. È fuggito, ha scavalcato i tornelli e poi, una volta bloccato di nuovo, ha lasciato esplodere tutta la sua violenza. Follia mercoledì pomeriggio nella metropolitana Duomo di Milano, teatro dello "spettacolo" di un ragazzo di 22 anni - cittadino del Senegal, senza precedenti alle spalle - che ha mandato in ospedale quattro persone ed è poi finito in manette. 

Lo "show" è iniziato verso le 18.30, quando il 22enne è sceso da un treno della linea gialla, la M3, e si è avviato verso l'uscita. Lì ha incontrato i controllori dell'Atm, che lo hanno sorpreso senza biglietto e hanno cercato di fermarlo. Per nulla intenzionato a lasciarsi identificare e multare, il giovane ha scavalcato i tornelli e si è poi scagliato contro gli addetti colpendoli con calci, pugni e uno zainetto che aveva con sé, e al cui interno nascondeva 5 cellulari. All'arrivo dei vigilantes e di una pattuglia della Polmetro, il ragazzo ha aggredito anche loro, che alla fine - non senza fatica - sono riusciti a immobilizzarlo e ammanettarlo. 

Pesante il bilancio dell'aggressione: un agente scelto della polizia, di 40 anni, è finito al Policlinico, due dipendenti Atm - 34 e 52 anni - sono stati portati alla clinica Città Studi e un terzo collega, 33 anni, è finito anche lui al pronto soccorso del Policlinico. Ad avere la peggio sono stati proprio i dipendenti della società di trasporto pubblico, che hanno riportato ferite serie alla testa e al volto. La serata del 22enne è invece finita in cella: deve rispondere delle accuse di resistenza, minaccia e lesioni a pubblico ufficiale. Accertamenti sono in corso anche sui telefoni che aveva nello zaino.

Dal coordinamento Rsu del gruppo Atm si sono subito detti "sconcertati dagli epidosi di follia avvenuti ai danni dei lavoratori, colpevoli solo di aver fatto in maniera zelante il proprio dovere. A loro va tutta la solidarietà perché questi lavoratori sono costretti a lavorare in uno scenario sociale fortemente cambiato e aggravato dal momento che stiamo vivendo. La sicurezza - hanno sottolineato i sindacalisti - è un atto imprescindibile che le istituzioni devono garantire mettendo in campo ogni azione possibile a garanzia dei cittadini e di chi è impegnato in prima linea durante il proprio lavoro".

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