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Colpì militare con le forbici, i giudici: "Azione terroristica da lupo solitario"

Le motivazioni della condanna a 14 anni e 6 mesi

Fu un'azione con i crismi del gesto eclatante, tipico dei "lupi solitari" del "terrorismo contemporaneo". Questa la motivazione con cui, il 26 novembre 2020, lo yemenita di 23 anni Mahamad Fathè è stato condannato a 14 anni e 6 mesi per avere colpito con un paio di forbici il caporalmaggiore dell'esercito Matteo Toia il 17 settembre 2019 all'esterno della Stazione Centrale di Milano.

Video: i momenti drammatici dell'aggressione

Lo si evince dalla sentenza dell'ottava sezione del Tribunale di Milano, ora depositata. I giudici parlano di "eclatante violenza", non fine a sé stessa ma inserita in un solco ben preciso: quello dei cosiddetti lupi solitari, ovvero persone che praticano azioni terroristiche senza avere legami stabili con gruppi organizzati. Dopo la condanna, per lo yemenita ci sarà l'espulsione dall'Italia.

L'uomo, dopo essere stato bloccato dal senegalese Samba Diagne (poi nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana), secondo le indagini urlò "Allah Akbar", un saluto associato al terrorismo. Il caporalmaggiore, fortunatamente, non fu mai in pericolo di vita.

Video: intervista al 52enne eroe

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