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Cronaca Duomo / Piazza Cesare Beccaria

"Minacciato, aggredito e spintonato" da un vigile a Milano

Prima gli insulti, poi le parole forti. E la vittima va in questura a denunciare l'agente di polizia locale

Una storia "di ordinario sopruso" viene raccontata su Facebook da un milanese, Giovanni G., per un episodio che gli è accaduto l'altra sera. 

Minacciato, insultato e "spintonato" da un'agente di polizia locale. 

La vicenda non ha ancora avuto la versione dei vigili di Milano, ma sta girando con forza sui social network. Secondo quanto scritto, Giovanni stava percorrendo via Sforza in bicicletta sulla corsia degli autobus. Dal suo errore (veniale) inizia tutto. 

"Una macchina dei vigili si è affiancata in maniera brusca - spiega -, si abbassa il finestrino ed il vigile alla guida della macchina comincia ad urlarmi in modo molto aggressivo "Ma che fai qui! Sposta la bici no? Sposta la bici! Spostati!". Al che mi fermo, metto la bici sul marciapiede e gli dico che dovrebbe rivolgersi in modo diverso ai cittadini, indipendentemente dalla ragione o dal torto". 

E' il pretesto per "litigare": "Il vigile esce infuriato dalla macchina - continua -, lasciandola in corsia autobus e bloccando completamente il traffico, mi viene incontro in modo deciso ed aggressivo e mi si piazza a un dito dal naso e comincia ad aggredirmi verbalmente con toni alti e prepotenti: "Io ti parlo come voglio, ti devi spostare! Hai capito? Dammi i documenti, dammi i documenti!" Era in preda alla furia, io incredulo ma lucido gli rispondo che forse non se ne stava rendendo conto ma mi stava aggredendo in modo violento ed incivile e che i documenti li avrei dati volentieri se avesse messo un "perfavore" davanti alle sue frasi aggressive".

E' un'escalation: "A quel punto lui sbotta, mi da una spinta sul petto e continua "Io non devo chiedere perfavore a nessuno! Dammi i documenti dammi i documenti!" Dopo aver subìto la spinta mi rendo conto che il vigile aveva passato ogni limite, quindi prendo il cellulare e gli dico che avrei chiamato il 113. Appena digito 113 il vigile prova a strapparmi il cellulare di mano, lo prende ma io riesco a trattenerlo nelle mie mani. A questo punto esce dalla loro macchina l'esimia collega, che fino a quel punto era rimasta in macchina a godersi la scena con un biscione di traffico congestionato alle spalle".

"I due - prosegue la presunta vittima - si danno da fare, passano la bellezza di 30 minuti d'orologio ripercorrendo tutti i manuali che trovano in macchina alla ricerca di infrazioni da assegnare ad un ciclista. Alla fine se ne escono con tre multe per un totale di 280 euro".

Le multe sono: "Passaggio con rosso: falso; corsia degli autobus: vero; fanalini bici: falso". 

Giovanni G. si reca in questura per denunciare l'accaduto: "La polizia mi consiglia di non denunciarlo ma di fare ricorso per le multe ed un esposto al comando dei vigili per il suo comportanemnto". La morale? "Farò l'esposto e loro si penderanno forse una sgridata; perderò 3 mezze giornate di lavoro: una per l'esposto, una per il ricorso, una per andare dal giodice all'udienza del ricorso".

Infine la chiusa sconsolata: "Pagherò gran parte della multa, forse tutta; loro rifaranno la stessa cosa con altri, tutti i giorni e si crederanno nella ragione e con il potere di farlo". 

Aspettiamo, ovviamente, la replica di piazza Beccaria. 

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