Modella 18enne violentata per ore a Milano, la difesa di Genovese: "Non è come appare"

La nota dei legali dell'ex fondatore di Facile.it arrestato per aver violentato una 18enne

"Ci sono molte zone d'ombra". E ancora: "Non è come appare". Non ci sta a passare per l'orco, per il mostro, Alberto Genovese, l'ex fondatore di Facile.it e chairman di Prima assicurazioni.it arrestato lo scorso weekend con l'accusa di aver stuprato una 18enne il 10 ottobre scorso, durante una festa nel suo esclusivo appartamento "Terrazza sentimento" a Milano, un attico vista Duomo in piazza Santa Maria Beltrade. 

Martedì i suoi legali, Davide Luigi Ferrari e Marco Stucchi, hanno affidato a una nota le loro parole, che evidentemente mirano a smontare l'impianto accusatorio che ha ricostruito oltre 24 ore di violenze sulla modella 18enne - che era una invitata alla festa - che sarebbe stata drogata contro la sua volontà e sarebbe rimasta per più di un giorno nelle mani del 43enne, come - scrive il Gip - "una bambola di pezza". 

"Molte zone d'ombra"

"Ci sono "molte zone d'ombra nella ricostruzione delle ore che Genovese e la persona offesa hanno passato insieme", si legge nella nota degli avvocati del re Mida delle start up, che si trova a San Vittore e deve rispondere delle accuse di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e cessone di stupefacenti. 

"La vicenda appare più complessa di quanto appare e risulta doveroso un approfondimento di molti temi sui quali noi stessi abbiamo disposto degli accertamenti di parte", hanno osservato i legali che hanno poi precisato "come Alberto Genovese non abbia mai avuto intenzione di scappare, né tantomeno a bordo di un jet privato che non possiede, circostanza che è stata portata a conoscenza della magistratura con il supporto di ampia produzione documentale". 

"Per il riserbo della persona offesa, di Alberto e della sua famiglia, riteniamo - hanno concluso Ferrari e Stucchi - di dover mantenere il silenzio sino a quando si renderà necessario".

La difesa di Genovese

Davanti a inquirenti e investigatori, durante l'interrogatorio di garanzia, il 43enne ha perso la sua aura da macho - la stessa che lo aveva spinto a non aprire la porta alla polizia al momento del blitz in casa sua - e ha vestito i panni della vittima, lui. 

"È stata una spirale che mi ha messo sempre più in difficoltà", aveva detto in una dichiarazione spontanea al Gip parlando dei suoi problemi di tossicodipendenza, iniziati quattro anni fa. "Ogni volta che mi drogo faccio casino, faccio cose di cui non ho il controllo, spero di non aver fatto cose illegali", aveva proseguito. E ancora: "Non ho la percezione del limite esatto tra legalità e illegalità quando sono drogato", lasciando intendere che forse davvero l'orrore del 10 ottobre a "Terrazza sentimento" non sia un caso isolato. Perché agli atti, in effetti, sono finite anche le dichiarazioni di una ragazza che ha raccontato di aver subito lo stesso trattamento della 18enne la scorsa estate e le parole di altre giovani che sembravano sapere quale fosse il copione delle "feste" di Genovese. 

 "Voglio smettere di drogarmi e voglio farlo con dei professionisti. La mia vita per l'80% è sana, sono una persona a posto che non farebbe mai del male. Voi avete scavato solo nella parte cattiva della mia vita, ma per il resto sono una brava persona", aveva rinfacciato l'imprenditore. E su quelle oltre 24 ore di follia aveva detto: "Nella mia percezione noi eravamo innamorati e stavamo trascorrendo una serata bellissima". 

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