Cronaca Crescenzago

Il vigile accusato di omicidio: "Ho sparato verso un terrapieno"

Novità nell'indagine sull'omicidio del 28enne cileno da parte del vigile urbano. Davanti al pm, l'uomo ha spiegato di aver sparato solo per spaventare i fuggitivi

Alessandro Amigoni è accusato di "omicidio volontario"

Ci sono nuovi sviluppi nella vicenda del vigile accusato di omicidio volontario per aver ucciso un ragazzo cileno durante un inseguimento lunedì 13 febbraio. Alessandro Amigoni, della polizia locale, lunedì sera ha deposto davanti ai pm spiegando di non aver puntato la pistola verso la schiena dell'uomo, ma di aver sparato solo per spaventare i fuggitivi.

Amigoni ha detto al pubblico ministero di aver "sparato verso un terrapieno" mentre il suo collega intimava ai due uomini di fermarsi. Da quanto apprende l'Ansa, sarebbe questa la versione che il vigile ha messo a verbale. Il vigile avrebbe inoltre aggiunto di non sapere in che modo il colpo abbia raggiunto il cileno, affermando che tra lui e l'inseguito ci sarebbe stata una distanza di circa 20 metri.

Ha spiegato di essere stato il primo dei quattro agenti in borghese a scendere dalla macchina, dopo lo scontro tra questa e l'auto dei due fuggitivi. Amigoni non era alla guida, e quando i due sono scesi dall'auto li ha inseguiti per alcuni metri, circa 50. Poi, ha detto di aver visto uno dei due - quello che è scappato - estrarre "un revolver a canna corta". Mentre un altro agente gridava ai due di fermarsi, Amigoni ha sparato mirando all'altezza di una collinetta che si trovava a poca distanza. E non in aria perchè, avrebbe spiegato ancora, aveva il timore che il proiettile potesse finire chissà dove.

Il vigile però non ha saputo spiegare la dinamica della traiettoria, che avrebbe raggiunto il cileno alle spalle secondo i primi accertamenti. Amigoni ha inoltre confermato di aver sparato un solo colpo: sui 10 che può tenere il suo caricatore, ne sono rimasti infatti 9. Ma la versione dell'agente non ha convinto, ed è per questo che l'imputazione è stata cambiata da eccesso colposo in legittima difesa a omicidio volontario, con dolo eventuale.

Giovedì verrà effettuata l'autopsia che potrà fornire elementi utili per chiarire la dinamica dei fatti e la traiettoria del colpo. Sempre in giornata cominceranno gli accertamenti balistici, in fase di perizia. Intanto si continua a cercare l'altro fuggitivo, quello che - secondo il vigile indagato - avrebbe estratto la pistola, inducendolo a sparare per legittima difesa.

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