Alessandra Naldi è la nuova garante dei detenuti a Milano

Laureata in Scienze Politiche, dottore di ricerca in Sociologia dei Fenomeni culturali e dei processi normativi e presidente della sezione regionale della Lombardia dell'Associazione Antigone (Associazione "per i diritti e le garanzie nel sistema penale").

Il carcere di Bollate

Dopo che il Consiglio comunale ha istituito la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale in una seduta straordinaria tenutasi all’interno del carcere di San Vittore, il sindaco di Milano ha provveduto alla nomina, come previsto dal regolamento contenuto nella delibera approvata.

La scelta, dopo aver vagliato i numerosi curricula ricevuti, è ricaduta su Alessandra Naldi, laureata in Scienze Politiche, dottore di ricerca in Sociologia dei Fenomeni culturali e dei processi normativi e presidente della sezione regionale della Lombardia dell’Associazione Antigone (Associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”).

Nel corso della sua attività accademica e professionale, Alessandra Naldi ha fatto diverse esperienze di ricerca sociale nel campo della penalità e del carcere, dei fenomeni migratori e della sicurezza urbana.

Da sempre attenta a queste tematiche, ha collaborato con Agesol (Agenzia di Solidarietà per il Lavoro per studi sui problemi dell’inserimento lavorativo delle persone provenienti dal carcere e sulle risorse occupazionali attivabili sul territorio milanese).

Per conto di Caritas Ambrosiana, ha condotto ricerche sulle condizioni sociali, economiche e abitative della popolazione detenuta nelle carceri milanesi e delle loro famiglie e si è occupata del tema dell’housing sociale alla fine della pena; per Asl “Città di Milano” si è occupata di diritto alla genitorialità delle persone recluse.

Con l’Università degli Studi di Milano Bicocca ha analizzato il tema della criminalizzazione dei migranti e della presenza straniera nelle carceri italiane. Il Garante delle persone private della libertà personale rimarrà in carica per 3 anni. Tra i suoi compiti quello di “mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e costante l’informazione sulle condizioni dei luoghi di reclusione” e a tal fine, si occuperà di raccogliere segnalazioni, anche informali, di presunte violazioni dei diritti dei detenuti.

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