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Immagine repertorio

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Ragazzo accoltellato nel cuore della movida, l'aggressore: "Sono stato io, mi sono difeso"

Alessandro Caravita, 21enne figlio di un noto capo ultrà dell'Inter, lo ha detto al Gip durante una dichiarazione spontanea

"Ho colpito quel ragazzo ma l'ho fatto per difendermi perché prima sono stato minacciato e poi aggredito, erano in quattro". Lo ha detto Alessandro Caravita, 21enne figlio di un noto capo ultrà dell'Inter in carcere perché accusato di aver accoltellato un ragazzo di 24 anni in corso Garibaldi a Milano nella notte tra venerdì e sabato 6 giugno.

Il giovane, infatti, attraverso una dichiarazione spontanea, ha raccontato la sua versione dei fatti al giudice per le indagini preliminari di Milano. Caravita, difeso dall'avvocato Mirko Perlino, ha scelto di ammettere di aver colpito il giovane con il coltello ma ha spiegato di averlo fatto per legittima difesa in quanto — secondo la sua ricostruzione — sarebbe stato prima minacciato e poi aggredito da altri quattro ragazzi.

Non solo: il 21enne ha sostenuto che il coltello a serramanico trovato nella sua abitazione non è quello che ha usato per l'aggressione. Il pm ha chiesto la convalida dell'arresto e la costudia in carcere per tentato omicidio, la difesa ha chiesto che il 21enne venga liberato o gli arresti domiciliari.

La rissa e le coltellate nel cuore della movida di Milano

Tutto era accaduto intorno alle 2.30. Secondo quanto riferito dai militari la zuffa sarebbe nata per futili motivi e nel corso della rissa il 24enne sarebbe stato raggiunto da cinque coltellate, quattro al torace e una all'inguine. Ferite profonde, tanto che i sanitari lo avevano accompagnato d'urgenza al pronto soccorso del Niguarda dove era stato operato durante la notte.

Nello stesso episodio era rimasto ferito anche un altro ragazzo di 29 anni. Stando alla ricostruzione dei militari il giovane stava riprendendo la scena con il cellulare, ma non aveva saputo dire agli investigatori se era stato aggredito da uno dei partecipanti alla rissa o se era stato spinto a terra.

Quando erano arrivati sul posto i carabinieri l'aggressore si era allontanato facendo perdere le proprie tracce.

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