Alessandro Proto: chi è e di cosa è accusato il "finanziere" milanese

Operazioni gonfiate, amicizie millantate: perchè è stato arrestato l'uomo che voleva salvare "Pubblico"

Aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. Con queste accuse la guardia di finanza di Milano ha arrestato Alessandro Proto, il broker, definito "prezzemolino" della finanza, che solo ieri si era proposto come acquirente della sede storica del Corriere della Sera, e che ultimamente ha tentato di scendere in campo per le elezioni della prossima settimana tra le file del Pdl.

Invece nel pomeriggio il finanziere 38enne, su richiesta del procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e del pm Isidoro Palma è finito a san Vittore. L'ordinanza di custodia cautelare é stata firmata dal gip Stefania Donadeo convinta che la sua attività sia stata quella "di un abile truffatore in danno di sprovveduti imprenditori in cerca di liquidità al di fuori dei canali bancari".

Indagato già da novembre per truffa, ora al broker è contestato di aver divulgato false informazioni al mercato" concretamente idonee ad alterare in maniera sensibile il prezzo delle azioni RCS-Mediagroup e Tod's". E poi di aver ostacolato la Consob nella sua attività "mediante risposte parziali e incomplete alle richieste di chiarimenti ed informazioni" sui nomi "degli investitori" e sulle "operazioni di acquisto dei titoli di varie società italiane quotate alla Borsa valori di Milano".

Transazioni rese note al mercato da parte di Proto con una pioggia di comunicati, "nei quali ora si presentava come consulente finanziario ora viceversa faceva apparire l'operazione come acquisto riconducibile alle sue società" affermando che si sarebbe trattato di operazioni effettuate da suoi clienti stranieri e dunque di non poter fornire le informazioni richieste in quanto 'coperte' dal vincolo della riservatezza.

Ma gli accertamenti effettuati dalla Fiamme Gialle hanno portato invece "univocamente ad escludere che egli si occupi veramente di operazioni di trading in Borsa per conto di investitori italiani o esteri" e di lui hanno "restituito un'immagine di un'abile truffatore" che ha comunicato al mercato solamente transazioni avvolte "in un alone di mistero".

Il giudice, nel sostenere che l'unica misura cautelare idonea per Proto è il carcere, considerando anche che risiede in Svizzera, a proposito del pericolo di reiterazione del reato ha sottolineato che questo è "probabile" in quanto "l'attività di false informazioni al mercato" si è "protratta per un anno, con comunicati riguardanti una pluralità di società quotate".

"Del resto - ha proseguito il gip - sussistono diverse prove attestanti che Proto vive innanzitutto dei proventi delle truffe perpetrate ai danni di diversi imprenditori in cerca di finanziamenti e vede nelle manipolazioni informative del mercato uno degli strumenti attraverso i quali farsi conoscere e attirare ingenui investitori nelle sue trappole".

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