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Caso Pifferi, la difesa: "Alessia ha un handicap, riportato sulla pagella di terza media"

Secondo l'avvocata Pontenani l'imputata aveva l'insegnante di sostegno per tutto il percorso scolastico

L'ultimo asso nella manica della difesa di Alessia Pifferi sarebbe una disabilità. La donna, accusata di omicidio volontario della figlia Diana di 18 mesi, sarebbe 'portatrice di handicap' secondo dei documenti redatti quando andava a scuola. Le sue insegnanti delle elementari e delle medie, infatti, avrebbero dichiarato ai tempi che Alessia aveva una disabilità anche se non è ancora chiaro di che tipo. Inoltre, ci sarebbe anche un documento rilasciato dopo l'esame di terza media con lo stesso oggetto. Quei fogli, ora, sono stati recuperati dalla difesa di Pifferi e presentati alla Corte d'Assise di Milano. 

Secondo quanto dichiarato dall'avvocata della 39enne, Alessia Pontenani, i nuovi reperti sarebbero la prova di una disabilità intellettiva dell'imputata. Le certificazioni emesse dagli istituti scolastici potrebbero in qualche modo ribaltare la perizia dello specialista che, qualche settimana fa, aveva dichiarato Alessia Pifferi capace di intendere e volere. "Grazie a questi documenti chiederemo l'integrazione della perizia superpartes redatta dal dottor Elvezio Pirfo, che al tempo aveva chiesto di poterli visionare", ha detto Pontenani a Mattino Cinque. 

I documenti proverebbero che Alessia Pifferi, dalle elementari fino all'Istituto professionale, aveva un'insegnante di sostegno. La difesa è, ora, alla ricerca del primo certificato redatto dalla neuropsichiatra infantile di Milano che dimostrerebbe le problematiche della donna nonostante le affermazioni ripetute più volte dai familiari. "Alessia non ha mai avuto problemi", aveva detto la sorella di Pifferi. 

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