Cronaca Porta Ticinese / Via Vigevano

Psicosi attentati a Milano, dai barattoli di piselli ai kamikaze alla Mangiagalli

Barattoli di piselli, bagagli vuoti, kamikaze inventati; e anche due rom sporchi di sangue che vengono scambiati per i "marocchini in fuga"

Paura attentati a Milano. Proseguono anche venerdì 20 novembre le miriadi di segnalazioni alle forze dell'ordine di "pacchi bomba sospetti" in giro per la città. A qualsiasi cosa ricordi anche vagamente la possibilità di esplosivo, scatta la telefonata. Si comincia alle 8.30 davanti al consolato americano: la questura interviene per un barattolo di piselli. Falso allarme. 

Alla stessa ora una valigia con alcuni farmaci viene rinvenuta sotto a una Suzuki Vitara posteggiata davanti a un hotel in piazza Savoia; controllo degli artificieri, ma non viene trovato nulla di pericoloso.

Intorno alle 11 l'ennesimo scherzo: al 112 viene segnalato un uomo che sarebbe entrato alla Mangiagalli "con una cintura esplosiva". Cosa non fondata. A questo, si aggiunge il bauletto di una moto ritrovato in via Vigevano, legato malamente con lo scotch: all'interno niente. 

Più curioso il caso di due rom, che sarebbero entrati nell'ospedale San Paolo sporchi di sangue "per lavarsi", giovedì sera. Vengono segnalati alla polizia come "marocchini in fuga" con "un'auto francese": vengono rintracciati, sono nomadi, ed effettivamente hanno un furgone francese. Non hanno niente a che fare con il terrorismo. Ma si cerca di capire perchè fossero sporchi di sangue. Nel mezzo vengono trovati rifiuti e cianfrusaglie.

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