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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

“Arabi con barba”, sms e borse: a Milano l’attentato è ad ogni angolo

Aumenta giorno dopo giorno la psicosi collettiva per la paura di attentati in città. Soltanto sabato le forze dell’ordine sono intervenute venti volte per allarmi bomba, poi rivelatisi infondati. E le segnalazioni si sprecano

Dettagli che prima passavano inosservati. Persone che prima erano “integrate” nello scorrere veloce della vita quotidiana. Oggetti ai quali nessuno faceva neanche caso. Basta ormai davvero poco, quasi nulla, per far piombare Milano e i milanesi nell’incubo terrorismo. Dalla sera della strage di Parigi, e dall’allerta dell’Fbi che ha classificato il capoluogo milanese come obiettivo sensibile dell’estremismo islamico, la soglia di attenzione è ai massimi storici. E, paradossalmente, la tensione si alza sempre di più ogni ora che passa. Negli ultimi giorni, in città, c’è stata un’escalation di segnalazioni, interventi delle forze dell’ordine e allarmi bomba

Soltanto nella giornata di sabato, infatti, polizia e carabinieri sono dovuti intervenire in ben venti casi per controllare le segnalazioni di alcuni cittadini, poi rivelatesi infondate. Le telefonate di “sospetti” e “stranezze” varie che non hanno poi dato luogo all'invio di una pattuglia sarebbero, invece, molte di più: segno evidente di una città che sta cambiando anche e soprattutto per paura

Ogni piccolo dettaglio, ormai, si trasforma in un allarme. "Ci dicono le cose più assurde - racconta un operatore all’Ansa - Gente che dice di aver visto 'un arabo', come se non ce ne fossero stati, fino a ieri, in città. Chi ritiene sospetta gente solo perché con un giaccone di tipo militare, altri che vedono persone parlare a notte fonda e chi ritiene sospetto chiunque appoggi anche solo per un minuto una borsa a terra, anche in assenza di possibili obbiettivi".

Sabato, ad esempio, sono stati segnalati a carabinieri e polizia "un clochard che cercava cibo sulle auto in sosta" e un "arabo con la barba con un pacco”, che poi si è rivelato un fotografo professionista, italiano. Agenti e militari, inoltre, sono intervenuti anche per due “sospetti su un’auto”, in realtà due investigatori privati, e per ascoltare la testimonianza di un signore che aveva ricevuto “un sms in cui si parlava di un attentato”. 

Il messaggio in realtà altro non era se non una barzelletta sui terroristi. Ma tanto è bastato per far scattare l’allarme. L’ennesimo. 

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