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Lunedì, 22 Aprile 2024
La replica

Alviero Martini, la replica dell'azienda

Le precisazioni della società in riferimento agli articoli e agli approfondimenti usciti

Riceviamo e pubblichiamo

In riferimento: all’articolo dal titolo “Commissariata Alviero Martini (non indagata): borse da 20 euro rivendute a 350, “lavoratori sfruttati”” pubblicato sul giornale da Lei diretto in data 17.1.2024; all’articolo dal titolo “Ricarichi fino al 1700% sulle borse Alviero Martini, eppure i bilanci non brillano” pubblicato sul giornale da Lei diretto in data 18.1.2024; all’articolo dal titolo “Alviero Martini e le commesse alla Crocolux, l’azienda “bunker” dove perse la vita un operaio a maggio” pubblicato sul giornale da Lei diretto in data 18.1.2024, si precisa, nello specifico, che:

- Le attività illecite oggetto delle indagini della Procura NON sono state commesse da Alviero Martini S.p.A. né da soggetti appartenenti alla sua rete autorizzata di fornitori. Il riportato ricorso a “laboratori cinesi” è imputabile esclusivamente a sub-fornitori non autorizzati, illegittimamente inseriti nella filiera produttiva, in violazione dell’espresso e specifico divieto che la Società impone a tutti i propri fornitori. Dalle indagini della procura è emerso che due dei fornitori della Società sono ricorsi a sub-fornitori non autorizzati. Di detta circostanza la Società non era al corrente e sta adottando gli opportuni provvedimenti.

- La Alviero Martini S.p.A. NON è soggetta ad alcun commissariamento, termine che implicherebbe la sottoposizione della Società a gestione commissariale in sostituzione degli organi attualmente preposti all’amministrazione, in quanto eventualmente giudicati non idonei. Si significa, al contrario, che non solo la Società e i suoi organi amministrativi non sono in alcun modo indagati per le incresciose condotte appurate dalla Procura di Milano, ma gli stessi continuano ad operare in piena autonomia, salvo l’affiancamento da parte di due Amministratori Giudiziari, incaricati di supportarli nella sola attività di monitoraggio della filiera produttiva.

- La Alviero Martini S.p.A. NON ha tratto alcun profitto dalla commissione degli illeciti riscontrati dalla Procura. La Alviero Martini S.p.A. ha pagato i propri fornitori diretti, incaricati della façon dei prodotti, secondo prezzi di mercato e non ha pertanto tratto alcun profitto dai ricarichi effettuati dagli altri soggetti appartenenti alla catena di produzione non autorizzata mediante illecito sfruttamento del lavoro. I prezzi a cui “i prodotti uscivano dagli opifici cinesi” riportati dalla stampa sono di gran lunga inferiori a quelli pagati dalla Alviero Martini S.p.A., a seguito della catena di rincari, ai propri fornitori autorizzati. I costi in questione, tra l’altro, costituiscono solo una delle voci di costo necessarie per la realizzazione del prodotto finale fino alla immissione in commercio, cui vanno aggiunte, tra l’altro, quelle per l’acquisto e le lavorazioni delle materie prime e degli accessori- come pellami, tessuti, accessori metallici - e altre innumerevoli voci accessorie quali, a titolo esemplificativo, trasporto, packaging, etichettatura, ecc

- La Alviero Martini S.p.A. NON è più in alcun modo riconducibile al sig. Alviero Martini da circa 20 anni, da quando, cioè, lo stesso ha venduto e ceduto definitivamente all’attuale proprietà i diritti sui marchi allora in suo possesso.

- L’operaio disgraziatamente vittima di incidente mortale NON era un dipendente della Alviero Martini S.p.A., ne ha mai svolto alcuna attività, tanto meno in nero, per la stessa

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