Cronaca

Ambrogio Crespi potrebbe meritare la Grazia: lo dice il Tribunale di Sorveglianza (che lo fa uscire dal carcere)

I passaggi della decisione con cui è stato accordato il differimento di pena. Il regista è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ma lui si è sempre proclamato innocente

Ambrogio Crespi (Foto Ansa/Massimo Percossi)

E' stato condannato per voto di scambio legato alla 'ndrangheta ma, dal 2013 (quando è stato scarcerato in attesa del processo), il regista Ambrogio Crespi si è comportato in modo impeccabile e, di più, ha prestato un'opera costante, «anche oltre il tornaconto personale», nella lotta alla mafia, e questo «ha valenza riparativa». E' uno dei passaggi della decisione con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha stabilito il differimento di pena per Crespi, condannato in via definitiva a sei anni di reclusione a marzo del 2021 (la Cassazione ha rigettato il suo ricorso) e, da allora, a Opera. Ora il regista potrà uscire dal carcere. Il differimento è stato stabilito fino al 9 settembre 2021.

Secondo l'accusa, Crespi avrebbe procurato tremila voti (al prezzo di 50 euro ciascuno) all'ex assessore Domenico Zambelli per le elezioni regionali del 2010, attingendoli anche da ambienti legati alla 'ndrangheta. Ad incastrarlo è stata un'intercettazione telefonica in cui un uomo riferiva all'altro questa circostanza. Tuttavia, colui che accusò Crespi ritrattò tutto definendosi un millantatore e fu ritenuto affetto da disturbi psichici. Questo non invalidò, agli occhi delle varie giurie, la ricostruzione accusatoria.

Secondo il Tribunale di Sorveglianza, poi, considerando «il lungo tempo trascorso dal fatto-reato e l'assenza di procedimenti pendenti», sarebbe escluso il pericolo di reiterare i reati. E il «profondo radicamento familiare, sociale e lavorativo sul territorio», nonché «l'atteggiamento di accettazione delle regole» che si evince dal fatto che Crespi, che si è sempre proclamato innocente, a marzo 2021 si consegnò spontaneamente dopo il rigetto del ricorso in Cassazione, escluderebbero un eventuale pericolo di fuga. 

«Crespi può meritare la Grazia come rimedio a incoerenze sistema»

I giudici di sorveglianza vanno anche oltre e scrivono che, a prescindere dal fatto che lui si è sempre dichiarato innocente, è difficile «conciliare il condannato per concorso esterno in associazione mafiosa di ieri con l'uomo di oggi, divenuto un simbolo positivo anche nella lotta alla mafia, ed il conseguente disorientamento che anche pubblicamente ha generato la sua incarcerazione». Non solo: per i magistrati, è fondato pensare che la richiesta di Grazia al Capo dello Stato (già depositata) non sia totalmente infondata, «come mezzo di riparazione e di rimedio alle possibili incoerenze del sistema rispetto al senso di giustizia sostanziale».

D'altra parte, né la direzione nazionale antimafia, né la direzione distrettuale antimafia, né la divisione anticrimine della questura di Milano hanno evidenziato elementi tali da ritenere che Crespi sia in questo momento collegato in alcun modo con la criminalità organizzata.

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