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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Anche i Blue Berets riconducibili alle “ronde nere”

Il presidente dei Blue Berets fa parte dell’Msi di Saya e ritorna lo scandalo “ronde nere”. Indignazione del Pd che chiede l’interruzione dei rapporti con il gruppo. De Corato si difende: “Non sapevo dei trascorsi politici del loro presidente”

Anche i Blue Berets sono parte della categoria “ronde nere”. E’ emerso infatti che il presidente del gruppo Vincenzo Scavo, che dovrebbe pattugliare le metropolitane nelle ore notturne e le strade cittadine, è un dirigente dell’Msi di Saya. Proprio quel Saya che qualche settimana fa aveva presentato le sue ronde, con tanto di fascia nera e aquila imperiale e su cui la magistratura sta indagando per apologia del fascismo.

C’è indignazione per la scoperta da parte del Partito Democratico che giudica il fatto “gravissimo” e chiede l’immediata sospensione del rapporto tra il Comune e i Blue Berets. Il gruppo viene pagato per questo suo servizio alla pubblica amministrazione: 196mila euro per le ronde cittadine e 220mila euro da Atm per la sorveglianza sulle metro.

Anche l’Udc non ha preso bene la notizia e auspica invece che il denaro con cui vengono pagati questi gruppi sia devoluto all’implementazione dell’azione dei vigili urbani.

Non tardano ad arrivare anche le dichiarazioni del vice-sindaco De Corato che dice: “I Blue Berets hanno vinto una gara e il Comune non può fare accertamenti politici sui partecipanti”. Per quanto riguarda l’interruzione dei rapporti con il gruppo, De Corato ha precisato che “il contratto per la vigilanza in città scade nel 2010 e va rispettato”, mentre la sorveglianza sulle metropolitane è un progetto sperimentale e sarà quindi a breve deciso se istituirlo o no. Il vice sindaco comunque ha cercato di difendersi dallo scandalo, sottolineando di non sapere nulla dei trascorsi del presidente del gruppo.

Scavo dal canto suo ha tenuto a precisare di “non avere rapporti con tale partito (Msi, nda) dal 2003”.
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