Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Cosca "La Lombardia": Nell'inchiesta spunta il nome di Giammario

Nell'ambito dell'inchiesta che ha portato a trecento arresti di esponenti della ndrangheta che operavano tra Calabria e Lombardia emerge un nome nuovo legato al mondo politico lombardo. Si tratta di Angelo Giammario, consigliere regionale del Pdl

Non si arrestano le indagini nell'ambito dell'operazione "Il Crimine" che ha portato ad effettuare più di 300 arresti tra la Lombardia e la Calabria. Emergono nuovi dettagli e nomi noti, l'intreccio è sempre lo stesso: quello tra affari, ndrangheta e politica. L'ultimo nome in ordine di tempo emerso è quello di Angelo Giammario, consigliere regionale del Pdl e sottosegretario della Regione Lombardia.

Lo si legge nell'informativa del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Monza, redatta nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano, che nei giorni scorsi ha portato a un maxi blitz con circa 300 arresti in tutta Italia. Nell'informativa viene riportata una telefonata tra Carlo Antonio Chiriaco, direttore della Asl di Pavia, e Cosimo Barranca, boss del "locale" della 'Ndrangheta di Milano, entrambi arrestati, nella quale si fa riferimento ''a denaro che per il tramite" di un avvocato, sarebbe dovuto "giungere a Giammario per finanziarsi la campagna elettorale 2010".

Intanto, ieri, si è deciso che slitterà a settembre la discussione nell'aula lombarda della mozione presentata da Pd, Sinistra Ecologia e Libertà e Pensionati, con la quale si chiedono le dimissioni dall'Ufficio di presidenza del Consiglio di Massimo Ponzoni, il cui nome è apparso sempre nell'ambito della maxi operazione "Il Crimine".

Lo sostiene, in una nota, il Pd lombardo, spiegando che ''la discussione del provvedimento non è stata calendarizzata né nella seduta di bilancio del 27 e 28 luglio, né in quella dedicata a progetti di legge e alla risoluzione su Malpensa del 29 luglio, perché in conferenza dei capigruppo, riunitasi oggi, non è stato trovato l'accordo tra maggioranza e opposizione". "Non siamo soddisfatti della decisione - lamenta il capogruppo Pd, Luca Gaffuri -. Abbiamo chiesto che si discutesse entro luglio ma da parte della maggioranza ci sono stati opposti argomenti pretestuosi. Ponzoni avrà modo di chiarire la propria estraneità ai fatti emersi dall'indagine, ma nel frattempo non é assolutamente opportuno che sieda in ufficio di presidenza". Gaffuri sottolinea poi che "il Pdl aveva già chiesto a Ponzoni, e ha ottenuto, un passo indietro dal ruolo di segretario provinciale del partito in Brianza. A maggior ragione é chiara l'inopportunità che Ponzoni mantenga un ruolo rappresentativo del Consiglio regionale".

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