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Uno dei volantini (foto Facebook)

Uno dei volantini (foto Facebook)

Volantini con i dati dei ricercatori, scienziati indignati

Il commento sui volantini con i quali dei movimenti animalisti hanno reso "vittime di grandi intimidazioni" ricercatori dell'ateneo che conducono esperimenti su animali

"E' una deriva a cui sarebbe necessario opporsi. Noi possiamo continuare a lavorare, e lo faremo, per difendere le ragioni della ricerca; purtroppo, però, le nostre argomentazioni non scalfiscono chi commette azioni del genere". Così Gianluca Vago, rettore dell'Università degli Studi di Milano, commenta all'Ansa i volantini con i quali alcuni movimenti animalisti hanno reso "vittime di grandi intimidazioni" ricercatori dell'ateneo che conducono esperimenti su animali.

"Commentare episodi di questo tipo - ha detto Vago - sarebbe banale, e non vorrei farne una personalizzazione, perché purtroppo certe cose accadono in centri di ricerca di tutta Italia. In ogni caso, i ricercatori hanno la mia piena solidarietà. Il primo dibattito che ho fatto in merito alla sperimentazione animale è stato 15 anni fa, e già allora diversi ricercatori avevano ricevuto minacce. E' poi di tempi recenti l'episodio di via Vantitelli", dove alcuni animalisti hanno fatto irruzione per liberare degli animali da esperimento, "e a seguito del quale ho ricevuto diverse email con toni minacciosi, che ci bollavano come assassini".

"A preoccuparmi, piuttosto - continua il rettore - è questo clima, a cui dobbiamo opporci per difendere le ragioni della ricerca come strumento di conoscenza e di miglioramento delle persone che stanno male e che soffrono. In ogni caso sono sereno - ha concluso - rispetto alle convinzioni che ho e difendo, e non ho l'idea che si debba tacerle".

"Indignati'': così si dichiarano i membri di Pro-Test Italia, associazione di scienziati e ricercatori impegnati a fare una divulgazione corretta sulla sperimentazione scientifica sugli animali, dopo che sui muri del quartiere Città Studi, e in altre zone, a Milano sono stati appesi manifesti con i dati personali di quattro ricercatori dell'Università Statale con insulti e inviti a commettere violenza verbale nei loro confronti.

''Pro-Test Italia è indignata da questo gesto vigliacco - commenta l'ente in una nota - e si augura che i responsabili siano presto identificati e sanzionati. Inoltre, l'associazione intende mostrare la sua solidarietà verso i quattro ricercatori presi di mira''. E' inammissibile, aggiunge Dario Padovan, presidente dell'associazione, ''che chi lavora per il bene della scienza e della salute pubblica sia bollato come assassino e torturatore e che si istighi pubblicamente a commettere violenza contro di lui. Fatti di questo tipo sono molto più simili alle liste di proscrizione o alla caccia alle streghe, non dovrebbero succedere né tantomeno essere tollerati in una società moderna e civile come la nostra''.

Intanto, però, l'associazione Cento per Cento Animalisti ha preso le distanze dai manifesti e il suo coordinatore Paolo Mocavero li ha definiti una "bufala".

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