Cronaca

Terrorista ucciso a Sesto San Giovanni, ecco perché Anis Amri era venuto in treno a Milano

La convinzione degli investigatori: Anis avrebbe voluto raggiungere un'amica a Palermo

Milano e Sesto San Giovanni non erano le tappe finali del suo viaggio, che è stato comunque fermato fuori dalla stazione del paese a nord di Milano.

Anis Amri, il tunisino ventiquattrenne ritenuto responsabile dell’attentato di Berlino e ucciso il 23 dicembre scorso dalla polizia italiana, era arrivato nel Milanese per poi ripartire alla volta della Sicilia. 

È questa la convinzione degli investigatori della Digos, che sono quasi certi che l’attentatore che ha seminato morte e terrore ai mercatini di Natale di Charlottenburg volesse arrivare a Palermo, dove era stato in cella tra il 2011 e il 2015 e dove aveva conosciuto - in passato - una donna con cui aveva avuto una breve frequentazione. 

I due, stando alle indagini coordinate dal pm Alberto Nobili, sarebbero rimasti in contatto fino ai mesi scorsi, anche tra settembre e novembre quando il tunisino era già in Germania.

La donna, però, sentita a verbale dagli investigatori, ha negato di essere mai stata a conoscenza dei piani di fuga di Amri dopo la strage e ha detto di non sapere nulla sul fatto che lui la volesse raggiungere in Sicilia.

La stessa Digos ha ormai chiarito con precisione tutti i movimenti del ventiquattrenne in Italia: dall’arrivo in treno a Milano centrale dalla stazione di Porta Nuova fino allo spostamento a Sesto San Giovanni, dove avrebbe voluto prendere un bus per il sud Italia. 

Lì, però, verso le tre di notte, la sua strada si è incrociata con quella di due agenti di polizia, che - dopo che lo stesso Anis ha aperto il fuoco - lo hanno ucciso

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