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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

La fuga di Anis Amri, altri dettagli: a Torino al massimo per un'ora, sempre in stazione

Rispetto alla precedente ricostruzione, gli investigatori ora ritengono che il tunisino non sia rimasto "ore" nel capoluogo del Piemonte. E spunta un transito in Olanda

Uno dei "buchi" degli investigatori sul viaggio del tunisino Anis Amri, l'attentatore di Berlino, tra la Francia e l'Italia è stato ora in parte risolto. Il giovane, che è certamente arrivato a Milano verso l'una di notte del 23 dicembre, con un fotogramma che lo colloca a quell'ora in Stazione Centrale, sarebbe rimasto a Torino per circa un'ora e non per due o tre ore come si ipotizzava finora.

Il viaggio dalla Francia all'Italia era iniziato il 22 dicembre nel capoluogo della Savoia, Chambery, alle 17.44. Amri, però, è sceso a Bardonecchia alle 19.13 dal convoglio che lo stava portando in Italia. Qui, ha acquistato un biglietto e poi è salito a bordo del Servizio Ferroviario Metropolitano (linea 3) partito alle 20.21 in direzione Torino Porta Nuova (e non Porta Susa, come precedentemente ipotizzato), dove è arrivato alle 21.45.

Circa un'ora dopo, alle 22.54, Amri è ripartito con un treno che lo ha portato in Stazione Centrale. Secondo gli investigatori il tunisino è rimasto in stazione sia a Bardonecchia sia a Torino Porta Nuova in attesa del treno successivo, senza uscire dai locali.

Come è noto, il tunisino a Milano è salito su un bus sostitutivo della metropolitana (linea 1) fino a Sesto San Giovanni, dove intorno alle tre del mattino è stato casualmente controllato da una volante del commissariato locale e ne è scaturito il conflitto a fuoco che l'ha visto morire.

PASSAGGIO IN OLANDA?

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